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"Alessia Piperno sta bene": la rassicurazione della Farnesina dopo le rivolte nel carcere di Evin

Asia Buconi|

Alessia Piperno

La notte scorsa, l’agenzia iraniana Irna ha riportato la notizia di rivolte e scontri all’interno della prigione di Evin, a Teheran, parlando di “un gruppo di prigionieri del braccio dove i banditi e i teppisti sono incarcerati” che avrebbero iniziato la rivolta che ha provocato un incendio che sarebbe ora stato domato. L’agenzia ufficiale iraniana ha citato il procuratore di Teheran, che ha affermato che la situazione non è collegata alle proteste in corso in Iran e che l’area dove sono scoppiati gli scontri è separata da quella dove sono detenuti i prigionieri politici. Il procuratore sostiene poi che la situazione ora è sotto controllo.

Rivolte nel carcere di Evin, la Farnesina: “Alessia Piperno sta bene”

Il bilancio delle rivolte scoppiate nel carcere è drammatico: sempre stando a quanto riportato dall’Irna, quattro detenuti sono morti nella prigione e altri 61 sono rimasti feriti in seguito agli scontri scoppiati ieri. Le quattro vittime, detenute nella sezione speciale dei condannati per rapine e reati finanziari, sono morte a causa delle inalazioni del fumo provocato nell’incendio appiccato nel laboratorio di cucito del carcere. Dieci dei feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre gli altri 51 nell’ambulatorio del carcere, in un’altra sezione del quale sarebbe detenuta l’italiana Alessia Piperno, arrestata il 28 settembre scorso nell’ambito delle manifestazioni contro il regime di Teheran.

A seguito della diffusione delle notizie degli scontri nel carcere della capitale iraniana, infatti, c’era stata subito molta preoccupazione per le condizioni di salute della 30enne romana. Ma oggi sono arrivate le parole rassicuranti riferite da fonti della Farnesina, che è in contatto con l’ambasciata italiana a Teheran. Stando ad esse, Alessia Piperno, detenuta nel carcere di Evin, “sta bene”.

Nel frattempo, è arrivato ieri l’appello di Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, rispettivamente segretario, tesoriera e presidente dei Radicali Italiani, che insieme hanno chiesto un intervento deciso nei confronti di Teheran: “Vogliamo avere notizie sulle condizioni di Piperno e Djalali. Chiediamo al nostro governo, al nostro Ministro degli esteri Luigi Di Maio, di convocare immediatamente l’ambasciatore iraniano in Italia per formalizzare la nostra opposizione al regime teocratico di Teheran, che si sta macchiando di indicibili crimini contro i propri cittadini e, soprattutto, contro le proprie cittadine”.