Fact checking

Quanto piacciono le fake news all'estrema destra

fake news estrema destra

Un blog di notizie false creato da un gruppo di ricercatori universitari tedeschi ha trovato un caloroso seguito tra simpatizzanti di estrema destra che hanno condiviso articoli a sfondo razzista. I ricercatori dell’università di Hohenheim hanno creato quattro profili Facebook con notizie false. Un articolo falso sosteneva che i richiedenti asilo facessero sesso gratis con prostitute pagate da un comune. L’articolo in quattro giorni ha raggiunto 11mila persone ed è stato condiviso più di 150 volte, ha raccontato la Bbc citando la radio tedesca SWR.

Quanto piacciono le fake news all’estrema destra

Molti lettori hanno reagito con indignazione, in pochi si sono accorti che si trattava di un “fake”, dato che il luogo in cui sarebbero avvenuti i presunti scambi carnali gratuiti, Bad Eulen, non esiste. Oggi il blog ha visibili allerta in rosso che segnalano “fake news”. I ricercatori lo hanno chiamato “Der Volksbeobachter“, eco del quotidiano di propaganda nazista Voelkischer Beobachter (“L’osservatore del popolo”), e nel logo hanno posto un’aquila, anche questa una reminiscenza nazista. La manipolazione del media è una grande preoccupazione in Germania, in vista delle elezioni politiche del 24 settembre.
fake news estrema destra volksbeobachter
I ricercatori della Hohenheim di Stoccarda per due settimane hanno postato notizie vere, ma con un taglio di estrema destra, con un focus su notizie negative sulle politiche migratorie tedesche e sui reati commessi da migranti. Per attirare lettori estrema destra, hanno pubblicato link a siti di quell’area politica, come AFD, Pegida e il Movimento identitario. Due settimane dopo il lancio il falso profilo aveva 251 “amici” su Facebook.
fake news estrema destra 1 volksbeobakter
Tra le notizie false pubblicate dal Volksbeobachter in aprile: “Rifugiato ruba il lavoro a un tedesco”, “Disapprovano il nome: i Verdi vogliono chiudere il Caffè della Testa di Moro”, “Mark Zuckerberg presenta le sue scuse a un rifugiato”. Quest’ultima storia affermava che Zuckerberg, il numero uno di Facebook, avesse chiesto scusa a un rifugiato siriano falsamente accusato di stupro e insultato su Facebook.