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Fabio Tuiach rinviato a giudizio dopo la denuncia per un post omofobo

@Enrico Filotico|

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È stato rinviato a giudizio Fabio Tuiach, ex consigliere comunale di Trieste in questi giorni capopopolo della rivolta scoppiata in città. In questo caso però il processo che lo vedrà coinvolto non riguarda le manifestazioni di piazza quanto il suo post del 2014 vergognosamente omofobo. 

A sporgere denuncia furono i Sentinelli di Milano, i quali annunciarono sulle loro pagine che avrebbero avviato un procedimento legale nei confronti del consigliere

“Abbiamo una notizia importante da darvi” hanno scritto sui social – I Sentinelli di Milano hanno deciso di denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste FABIO TUIACH in seguito a questo post scritto su un social. I contenuti sono ancora più gravi in ragione della figura dell’autore Consigliere Comunale di Trieste, personalità in vista e con incarico istituzionale. Le parole utilizzate non possono che essere considerate un incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale. Le parole formano uno scritto allusivo solo in apparenza, ma che denota e specifica un tratto significativo, caratterizzato da pesante intolleranza e sprezzante omofobia.

Rinviato a giudizio Fabio Tuiach, era stato denunciato per un post omofobo verso la vittima di un’aggressione

Tuiach fu denunciato per una dichiarazione che anche senza Ddl Zan suona come una colpo impossibile da ricevere. Il caso aveva riguardato un aggressione subita da un cittadino omosessuale su cui Tuiach ebbe l’ardire, su un social sconosciuto ai più in Italia, di fare un commento senza nessun senso.

“Forse – ha commentato Tuiach su Vk, il social degli estremisti di destra – ha litigato col fidanzato per la vaselina”. Una frase agghiacciante che aveva scatenato l’ondata di indignazione della rete fin da subito. La vittima, uscita tumefatta dall’aggressione, era l’attivista Lgbt di Trieste Antonio Parisi. Fu lui a raccontare che in quel momento era con altri due amici, uno dei quali finì al Pronto Soccorso, quando furono avvicinati da un gruppo di quattro o più persone: “Preso a calci per com’ero vestito, in tre miravano alla testa” aveva raccontato. Ora Tuiach dovrà rispondere di quell’ironia così insensata davanti ad un giudice.