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Fabio Rizzi: il consigliere della Lega Nord arrestato con la moglie

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Nell’Operazione Smile che persegue le irregolarità negli appalti odontoiatrici in aziende ospedaliere lombarde, è finito in carcere il consigliere regionale della Lega Nord, Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità ed estensore della recente riforma. Ordine di custodia cautelare anche la moglie di Rizzi, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. Per entrambi l’accusa è di associazione per delinquere. Perquisizioni sono in corso nel domicilio di Rizzi e negli uffici al Consiglio regionale.

Fabio Rizzi: il consigliere della Lega Nord arrestato con la moglie

Ventuno persone sono state arrestate questa mattina all’alba dai carabinieri del Comando Provinciale di Milano, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Monza e indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio. L’indagine, coordinata dalla Procura di Monza e denominata “Smile”, ha ricostruito l’operato di un gruppo imprenditoriale accusato di aver corrotto funzionari delle gare di appalto pubbliche lombarde, bandite da diverse Aziende Ospedaliere per la gestione esterna di servizi odontoiatrici, riuscendo ad aggiudicarsele. Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende Ospedaliere della Lombardia, nonché analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema Sanitario Nazionale. Questa la presentazione di Fabio Rizzi su Twitter, che è stato anche senatore a Roma dal 2008 al 2013. Rizzi è medico, laureato con 110 e lode in medicina e chirurgia e docente.
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Secondo quanto ricostruito nel corso dell’inchiesta, sarebbe nata e poi si sarebbe consolidata una posizione di sostanziale monopolio di un gruppo imprenditoriale con sede ad Arcore (Odontoquality), vincitore della pressoche’ totalità degli appalti, attraverso la turbativa delle gare stesse. Gli interventi illeciti, come riportato dai Carabinieri in una nota, sono stati su tre piani: amministrativo (‘funzionari pubblici di diverse Aziende Ospedaliere che, corrotti dalle imprese fornitrici dei servizi sanitari, hanno reso loro favori illeciti nella gestione delle pratiche di loro competenza’); imprenditoriale (‘corruttori che hanno beneficiato dell’aggiudicazione di importanti appalti pubblici truccati o di altre prestazioni illecite, ottenendo i proventi di un giro d’affari complessivo stimato in circa 400 milioni di euro dal 2004 a oggi’); politico (‘un consigliere della Regione Lombardia e un componente del suo staff che hanno garantito, con il loro appoggio strategico, le condizioni per far perdurare l’esistenza del ‘sistema’ clientelare’). Al centro dell’inchiesta c’e’ Maria Paola Canegrati, amministratrice del complesso sistema societario che, nel corso degli anni, ha ottenuto gli appalti finiti sotto esame. Oltre a lei, due dei cardini dell’inchiesta sono Fabio Rizzi e Mario Longo, il primo consigliere regionale in Lombardia e presidente della Commissione sanita’ politiche sociali, mentre Longo era appartenente del suo staff con incarichi pubblici nell’ambito dell’odontoiatria. Stando ai magistrati che hanno condotto l’inchiesta, Maria Paola Canegrati si sarebbe procurata ‘attraverso turbative d’asta, la corruzione degli associati Mario Longo e Fabio Rizzi e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi, la stipulazione di vantaggiosi contratti per le predette societa’, nonche’, sempre attraverso la corruzione degli associati Longo e Rizzi, la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzionate’. Rizzi e Longo, invece, ‘abusando dei propri ruoli e poteri, inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonche’ gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le societa’ riconducibili alla Canegrati’.

La reazione della politica

Dopo l’arresto di Fabio Rizzi molte le reazioni della politica. “Sul piano umano non è una notizia di cui dobbiamo rallegrarci. Sul piano istituzionale è un altro duro colpo alla credibilità di questo Consiglio regionale, che stiamo cercando di recuperare”, ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo.  Il Pd lombardo, di fronte all’arresto del consigliere regionale Fabio Rizzi, chiede “discontinuita’” e quindi nuove “elezioni”. “Mantovani – ha detto il coordinatore regionale del partito, Alessandro Alfieri -, che era il vice presidente con delega alla sanita’, e’ stato arrestato; per Garavaglia, che era il braccio destro di Maroni, e’ stato chiesto il rinvio a giudizio; ora anche Rizzi, che e’ il padre della Riforma sanitaria, e’ stato arrestato. Qualche problema c’e’, noi avevamo presentato una mozione di sfiducia, Maroni ha sempre negato che ci sia un problema sanita’, la realta’? lo smentisce”. La soluzione per Alfieri e’ dunque drastica: “Bisogna rescindere fortemente il rapporto tra la politica e la sanita’ – ha spiegato -. Maroni deve prendere atto che non e’ riuscito a garantire discontinuita’? con il passato e l’unico modo per farlo a questo punto e’ di andare alle elezioni”. Le dimissioni le chiede anche il MoVimento 5 Stelle in Regione: “Aspettiamo Maroni in aula perché chiarisca la situazione. Non deve venire a difendere la sua poltrona o a ribadire il garantismo costituzionalmente sancito, il problema politico è enorme: venga ad annunciare che si dimette per il bene dei lombardi”, dice Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia. “L’arresto dell’ex assessore alla Sanità Mantovani durante la giornata della legalità e quello del presidente della Commissione Sanità Rizzi e autore della riforma durante il giorno della memoria – prosegue Buffagni – rappresentano un colpo durissimo per la Lombardia. Le scope di Maroni non funzionano, serve una Lombardia a guida 5 stelle”.  Questo il curriculum amministrativo di Fabio Rizzi:

Tesserato (Sostenitore) Lega Nord – Lega Lombarda dal 1992;
Socio Ordinario Militante Lega Nord – Lega Lombarda dal 1994 (Membro del Consiglio Direttivo di Sezione dal 1997 al 2008);
Consigliere Comunale del Comune di Besozzo (Va) dal 16 Novembre 1997 a tutt’oggi, eletto in Lista “monocolore “Lega Nord”;
Assessore Comunale del Comune di Besozzo (Va) con delega a “Sanità, Servizi Sociali, Affari Generali e Personale” dal 16 Novembre 1997 al 26 Maggio 2002, in seguito alle Elezioni di cui sopra;
Vice Sindaco del Comune di Besozzo (VA) in seguito alle Elezioni Amministrative del 26–27 Maggio 2002, eletto in Lista “monocolore “Lega Nord”, con mantenimento dell’Assessorato alla Salute ed alle Politiche Sociali, dal 27 Maggio 2002 al 27 Maggio 2007;
Sindaco del Comune di Besozzo (VA) in seguito alle Elezioni Amministrative del 27–28 Maggio 2007, con Lista “monocolore “Lega Nord”, dal 28 Maggio 2007 a tutt’oggi;
Responsabile Sanità Provinciale di Varese per la Lega Nord dal Settembre 2003 al Novembre 2006;
Candidato alle Elezioni del Consiglio Regionale del 2005, ottenendo 2.997 Preferenze. (primo dei non eletti), successivamente proclamato Consigliere Regionale (16 Ottobre 2007) e dimesso da tale carica il 26 Gennaio 2008, a causa di incompatibilità di Legge con il ruolo di Sindaco di Besozzo;
Segretario Provinciale Lega Nord – Lega Lombarda di Varese dal 12 Novembre 2006 al 15 Giugno 2008;
Senatore della Repubblica, dal 29 Aprile 2008 al 14 Marzo 2013, la cui attività parlamentare è visionabile sul siti internet del Senato e membro delle seguenti Commissioni:
Capogruppo Lega Nord Commissione Igiene e Sanità;
Segretario Commissione d’Inchiesta sul S.S.N.;
Capogruppo Lega Nord Commissione d’Inchiesta sull’Uranio Impoverito;
Membro della Commissione Bicamerale su Infanzia ed Adolescenza.

In carcere è finito anche un imprenditore vicino a Rizzi, Mario Valentino Longo. Come per Rizzi, anche la moglie di Longo è agli arresti domiciliari. Anche per loro c’è l’accusa di associazione per delinquere.

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