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Fabio Porta e la denuncia per brogli elettorali a Buenos Aires

deputato fabio porta

La procura di Buenos Aires ha accolto la denuncia di brogli elettorali  presentata da Fabio Porta, già senatore e candidato non rieletto del Pd in Sud America, a seguito di “oggettive anomalie” riscontrate in diversi seggi appartenenti alla circoscrizione consolare.

Fabio Porta e la denuncia per brogli elettorali a Buenos Aires

Al centro della denuncia oltre quindicimila schede elettorali “sospette” concentrate in una decina (su novanta) sezioni elettorali di Buenos Aires; in queste sezioni si concentrerebbero il 90% dei voti che consentirono al senatore Adriano Cario di essere eletto con l’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani), con la conseguente perdita per il PD di un seggio ritenuto “sicuro”. Secondo la denuncia, presentata contestualmente in Italia e Argentina dallo stesso Porta e da Alberto Becchi (primo dei non eletti PD in Sudamerica) le migliaia di schede “anomale” concentrate in un pugno di sezioni di Buenos Aires sarebbero state votate quasi sempre dalle stesse mani, come sarebbe riportato dagli stessi verbali vidimati dai presidenti di seggio a Castelnuovo di Porto (la città italiana dove avviene lo scrutinio della Circoscrizione Estero).

Secondo Porta l’USEI “passava da una media del 20% di voti nelle altre sezioni a 80-90% e specularmente gli altri partiti passavano dal 40% al 4% e numeri simili”. Ad aumentare i sospetti anche lo “strano e repentino” passaggio del neo-eletto senatore Cario dall’USEI al MAIE; pochi giorni dopo, proprio grazie ai due voti al Senato, il MAIE entrava nel governo Lega-5Stelle e il Senatore Ricardo Merlo diventava sottosegretario agli esteri nel primo governo Conte.

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