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Euro-IB: la banca fantasma dei rubli alla Lega

Pochi affari e tre uffici: Londra, Francoforte e Roma. Dove a Roma? Nello studio (ex dopo lo sfratto) di Meranda. Che non ha pagato il traslocatore quando è stato cacciato per morosità

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Si chiama Euro-IB Limited e sul suo sito si definisce come  una Banca d’Investimenti e Corporate Finance: “Il nostro management ha alle spalle un’esperienza con banche internazionali». Il perno  dell’operazione da 1,5 miliardi èdietro una porta al piano strada di County Street 87.

Euro-IB: la banca fantasma dei rubli alla Lega

Proprio Euro-IB doveva essere la banca che doveva acquistare il carburante che poi sarebbe stato rivenduto a ENI secondo il piano del Metropol che doveva portare in cassa milioni di euro alla Lega (e una tangente per i dirigenti russi).  Spiega oggi Mario Gerevini sul Corriere della Sera:

Il bilancio non è certificato ed è in perdita, con un capitale sociale di 241mila sterline: Lloyds Bank ha in pegno una parte del patrimonio a fronte di un piccolo prestito erogato il 13 maggio scorso. Pochi affari e tre uffici: Londra, Francoforte e Roma. Dove a Roma? Nello studio (ex dopo lo sfratto) di Meranda. Il telefono è lo stesso. […]

L’avvocato è indicato nel sito web della società come uno dei sei top manager del team guidato dal tedesco Alexander vonUngern Sternberg, azionista di maggioranza. Ne fa parte un secondo nostro connazionale, Glauco Verdoia che oggi prende le distanze da Meranda. Caso vuole che Verdoia sia socio d’affari vinicoli dell’altro italiano del Metropol, il pensionato Vannucci. Sembra un mix tra una spy story e un film di Totò. E tutto riconduce alla Euro-IB, la banca d’affari che banca non è e che nella City nessuno ha mai sentito nominare.

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Il Fatto scrive che a Milano pensano a una rogatoria: la direzione seguita dalla Procura , che indaga per corruzione internazionale, oltre alla Russia prenderà la strada di Londra. Obiettivo: capire quali atti e movimenti ha fatto l’avvocato Gianluca Meranda che ha trattato il progetto della compravendita di gasolio utilizzando il suo ruolo di consulente all’interno della banca d’in vestimento inglese Euro-Ib, tra i cui dirigenti c’è l’italiano Glauco Verdoia. Il dato a oggi evidente è che la trattativa iniziata ai tavolini dell’hotel Metropol di Mosca il 18 ottobre, è poi proseguita.

La doppia vita di Meranda

Il personaggio chiave è l’avvocato Gianluca Meranda, uomo dall’interessante curriculum, come raccontano Fabio Tonacci e Carlo Bonini su Repubblica:

Parla inglese e francese, si è laureato in giurisprudenza a Roma nel 1996, ed è diventato avvocato cassazionista nel 2013. È abilitato alla professione anche presso l’ordine degli Avvocati di Bruxelles, è Presidente di ELBA, la European Lawyers and Business Advisors (Bruxelles), è partner di “SQ Law” (Bruxelles), Corporate member presso BILA, la British Italian Law Association. Ha avuto clienti di peso. Nomisma, Mitsubishi, Bank Sepha (Iran). Ha uno studio a Roma. In una palazzina che affaccia su Lungotevere delle Navi, nel cuore dell’elegante quartiere Mazzini-Delle Vittorie. Quello della borghesia delle professioni. Che è anche la sede di rappresentanza italiana della banca londinese Euro-IB.

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Quella da cui, due anni prima, dopo una cena in cui ha dato come referenze contatti di peso nelle ambasciate russa e indonesiana, ha ottenuto l’incarico di “legal counselor” e che ha tirato in mezzo all’affare del Metropol. Nello studio di Lungotevere delle Navi non è solo. Lavorano altri avvocati, un commercialista, un agente immobiliare.

La Serenissima Gran Loggia d’Italia, di cui è stato uno dei duecento adepti, lo ha cacciato nel 2015. A dire del Gran maestro Massimo Criscuoli Tortora, che la guida, per «comportamenti non consoni ai principi che governano il Rito Scozzese Unito d’Italia». Ma non sono quelli sono i problemi che ha dovuto affrontare ultimamente:

Nel 2013, il fallimento della “Orsolini Costruzioni”, una srl con sede a Monterotondo di cui per nove anni è stato socio al 50 per cento e la cui ragione sociale era la costruzione di edifici residenziali e non residenziali, lo ha appesantito di un debito di 295 mila euro per cui Equitalia gli ha pignorato tre proprietà immobiliari in quel di Celico di Cosenza e Spezzano della Sila. E del resto in quella fine del 2018, non naviga esattamente in acque floride. Non riesce più neanche a far fronte all’importante affitto dello studio, che infatti dovrà abbandonare parcheggiando faldoni e scartoffie in un magazzino. «Dimenticando di saldare il traslocatore», hanno scritto.

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