La macchina del funky

Ettore Rosato apre all'alleanza del PD con D'Alema

ettore rosato

Dietrofront, compagni. Il nemico pubblico numero uno del Partito Democratico renziano potrebbe essere il prossimo alleato di governo del Partito Democratico renziano. Ad annunciarlo è Ettore Rosato, renziano di ferro, in un’intervista al Messaggero:

Per il Pd questa intesa sulla legge elettorale, accompagnata dalla prospettiva del voto anticipato, sta diventando molto scomoda. Prima Letta, poi Prodi, infine Napolitano: non passa giorno senza che Renzi riceva scomuniche.
«Ci sono due tipi di critiche. Quella sul merito riguarda la scelta del sistema proporzionale e capisco bene le obiezioni. Anche noi eravamo per il maggioritario, ma i voti in Parlamento per questo sistema non ci sono. C’è poi la critica di metodo e questa la capisco meno: il Pd è stato accusato di aver fatto da solo la riforma costituzionale e l’Italicum. Ci dicevano: “Vi chiudete e vi isolate”. Ebbene, adesso che facciamo lo sforzo di allargare il confronto alle grandi forze politiche, ci piovono nuove critiche. E’ ben curioso».
Ciò che non piace è il precipitare verso le elezioni anticipate. Questa non è una critica a prescindere.
«Non ho paura delle elezioni anticipate. Temo invece l’incertezza, l’insicurezza e una situazione confusa in cui non si sa più chi sta in maggioranza e chi all’opposizione: Mdp vota regolarmente contro i provvedimenti del governo alla Camera e con Ap i rapporti si sono logorati in modo evidente. Così mi chiedo come si faccia a pensare che un governo possa andare avanti a prescindere. Per fortuna Paolo Gentiloni è un ottimo premier, ha una buona squadra di ministri e sa fare il suo lavoro. Però gli equilibri sono ormai molto, ma molto,complicati».

In queste ore si fa un gran parlare della nascita di un nuovo Ulivo alla sinistra del Pd. Per voi sarebbe un bel guaio, non crede?
«Senza il Pd non può nascere alcun Ulivo, sarebbe un bonsai. Può nascere invece una nuova forza di sinistra con cui spero sia possibile collaborare».
Anche con D’Alema?
«Non vedo perché dovremmo collaborare, come dice la vulgata, con Berlusconi e non con D’Alema. Se alle elezioni non dovessimo raggiungere il 40% e fossimo costretti a scegliere un alleato per fare il governo, punteremmo al centrosinistra, non alle larghe intese con Forza Italia».