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Il serial killer di Prati ha chiamato una delle 3 vittime prima di ucciderla

neXt quotidiano|

Escort uccise

Per il momento non c’è un nome e neanche un identikit. Le forze dell’ordine e gli inquirenti proseguono nelle loro indagini cercando di incrociare le testimonianze di chi vive in via Riboty e via Durazzo, i due teatri di tre macabri omicidi avvenuti nel giro di poche ore, nella stessa mattinata a Roma. Potrebbero esserci anche delle immagini immortalate dalle telecamere di sicurezza di uno dei palazzi in cui viveva una delle 3 escort uccise nel rione Prati delle capitale. Ma l’unica cosa che sembra essere accertata è la mano che ha portato avanti questa follia omicida: è una sola, quella di un serial killer.

Escort uccise a Roma, cosa si sa del serial killer del Rione Prati

Due ragazze di origine cinesi e una donna sudamericana di 65 anni. Questa l’identità delle tre donne uccise nel giro di una mattinata di follia nel rione Prati. Tutte e tre accoltellate alla gola e lasciate riverse in una pozza di sangue. E il tutto si sarebbe consumato nel giro di poche ore in due palazzine. Una in via Durazzo, le altre due trovate morte in via Riboty (a pochi passi da piazzale Clodio).

In entrambi i casi, l’uomo avrebbe lasciato delle tracce che potrebbero aiutare gli inquirenti a risalire alla sua identità. Inoltre, nella zona ci sarebbero delle telecamere di sicurezza che potrebbero aver immortalato il serial killer e i suoi spostamenti nella zona. Perché l’unica cosa certa, per il momento, è l’orario della morte delle due ragazze cinesi che vivevano in via Riboty: tra le 10.30 e le 11 (per via delle testimonianze delle persone che vivevano nello stesso palazzo). Per il resto, si sta indagando sulle telefonate. Le tre, infatti, erano unite dalla stessa professione: erano 3 escort e prendevano appuntamento con i loro clienti telefonicamente. E proprio dai tabulati telefonici potrebbero arrivare delle risposte: una delle tre vittime, infatti, avrebbe ricevuto una telefonata poco prima dell’incontro proprio da quell’uomo che, poi, l’ha accoltellata alla gola.