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Eric Roldán, il record del mondo nella maratona spingendo la madre in carrozzina | VIDEO

“Avevamo un sogno e lo abbiamo raggiunto”. Quelle 2 ore, 53 minuti e 28 secondi impiegate per coprire tutti i 42 chilometri e 195 metri della maratona di Barcellona possono sembrare un tempo molto elevato. Ma la vittoria da record di Eric Roldán va ben oltre lo scorrere delle lancette sull’orologio. Il giovane atleta spagnolo…

Eric Roldán

“Avevamo un sogno e lo abbiamo raggiunto”. Quelle 2 ore, 53 minuti e 28 secondi impiegate per coprire tutti i 42 chilometri e 195 metri della maratona di Barcellona possono sembrare un tempo molto elevato. Ma la vittoria da record di Eric Roldán va ben oltre lo scorrere delle lancette sull’orologio. Il giovane atleta spagnolo ha corso – come ormai fa da tempo, e non per gloria personale – spingendo la carrozzina sulla quale sua madre è costretta a vivere da anni, da quando gli effetti della sclerosi multipla sono diventati sempre più invasivi e debilitanti.

Eric Roldán, il record nella maratona spingendo la madre in carrozzina

Per questo motivo la corsa di Eric Roldán e di sua madre Silvia va ben oltre il mero risultato sportivo. Quel tempo, di poco superiore alla 2 ore e 53 minuti, sarebbe un risultato importante per ogni atleta. Ma il corridore spagnolo lo ha fatto spingendo quel mezzo a due ruote che trasporta la madre. Perché il suo non è solo un gesto sportivo, ma anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia che ha colpito la donna 17 anni fa e che continua a essere molto diffusa in tutto il mondo.

Un record, dunque, inseguito per richiamare l’attenzione su tematiche molto più serie. Perché serviva un evento come questo per dare la giusta vetrina e visibilità alla ricerca per contrastare una malattia neurodegenerativa. E l’atleta catalano ci aveva provato già a Siviglia, riuscendo a solo a sfiorare quel primato mondiale. Poi, ad agosto, la donna ha avuto anche il Covid – in forma molto grave -, riuscendosi a riprendere. Tanto da poter prendere parte alla maratona di domenica, a Barcellona, dove con il figlio ha battuto ogni record. E lui l’ha ringraziata, perché quello che ha fatto non è solo un gesto sportivo, ma un modo per richiamare l’attenzione su una malattia molto diffusa, ma che non sembra avere rimedio.

(foto e video: da LBCD Sport)