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Cosa succede quando gli antivaccinisti hanno la meglio

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Gli antivaccinisti sono solo genitori preoccupati che hanno a cuore il benessere dei propri figli. Il rifiuto della vaccinazione, spiegano, è per proteggere i propri bambini dai pericoli di quell’iniezione. Una scelta che a loro avviso riguarda solo la propria famiglia e che in alcun modo mette a repentaglio la salute di altri bambini e altre persone. Cosa succede però quando molti genitori fanno lo stesso ragionamento e quindi nessuno sceglie di vaccinare? Ad esempio quello che sta succedendo in Minnesota.

L’epidemia di morbillo in Minnesota

In Minnesota è attualmente in corso un’epidemia di morbillo. Fino ad oggi sono stati registrati 44 casi di infezione e le autorità stanno lavorando per circoscrivere il contagio. Eccetto due tutti i casi di morbillo riguardano pazienti non vaccinati. La vicenda può sembrare una delle tante di casi di morbillo esplosi di recente. Ma in un certo senso si tratta di un caso esemplare che mostra il potere della propaganda anti-vax e i suoi pericoli. La storia di questa epidemia è interessante perché coinvolge in gran parte i membri di una comunità: i cittadini di origine somala.
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L’inizio di questa vicenda risale agli Anni Novanta quando molti immigrati provenienti dalla Somalia si stabilirono nell’area di Minneapolis.

Dal momento che in Somalia il morbillo era ancora una malattia mortale gli immigrati non si fecero ripetere due volte l’invito a vaccinare i propri figli. Ma come si è passati da percentuali di vaccinazioni pari al 92% come quelle registrate nel 2004 tra i figli di immigrati somali al 70% del 2008 fino ad un drammatico 42% di neonati di origine somala vaccinati in Minnesota nel 2017?

Cosa ha scoperto lo studio della Minnesota University?

È proprio in quel lasso di tempo che la propaganda anti-vax ha fatto breccia in seno alla comunità. Il fattore scatenate è stato l’aumento di casi di autismo notato dal 2008 dai genitori somali. Qual era il motivo? La Minnesota University, il CDC e le autorità sanitarie avviarono un’inchiesta che riscontrò che la percentuale di bambini autistici tra la popolazione di origine somala era simile a quella di altri gruppi etnici di Minneapolis. Il risultato dello studio, che però non spiegava il perché dei casi di autismo è stato pubblicato nel 2013. Durante la ricerca sono stati gli stessi genitori a riferire che la paura dell’autismo stava contribuendo alla diffusione di informazioni circa la correlazione tra vaccini e autismo.
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Nel lasso di tempo l’inizio dello studio e la pubblicazione dei risultati gli antivaccinisti ebbero modo di iniziare una campagna di persuasione sui genitori di origine somala. Tra il 2010 e il 2011 Andrew Wakefield, autore dello studio truffa sulla correlazione tra vaccino MPR e autismo, si recò in città tre volte per incontrare i genitori. Anche se quelle persone sapevano chi era Wakefield e che il suo studio era falso avevano lo stesso accettato di incontrarlo perché la loro situazione era disperata e avevano un drammatico bisogno di informazioni. Di qualsiasi tipo.

Come gli anti-vax hanno gettato i semi per l’epidemia di morbillo

La ricerca scientifica non ha ancora trovato una spiegazione per spiegare la genesi dei disturbi dello spettro autistico tra i figli degli immigrati somali. La cosa è resa ancora più complicata dalla differenza culturale tra il modo somalo e quello statunitense. Ad esempio in Somalia non esisteva un termine per definire i disturbi legati all’autismo. Arrivare negli USA (o in qualsiasi paese occidentale) e scoprire che il proprio figlio è affetto da una malattia “sconosciuta” (nella definizione, non nei sintomi) può aver amplificato la paura dei genitori.

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Fonte: http://www.health.state.mn.us/divs/idepc/diseases/measles/#Example1

Ed è su questa paura, sull’incapacità di trovare una ragione ad una diagnosi che per un genitore è senza dubbio terrificante, che hanno speculato i movimenti anti vaccinisti. Trovare una conferma che la malattia è causata da qualcosa di evitabile (come ad esempio la vaccinazione) ha fatto credere ai genitori di poter evitare che il proprio figlio “diventasse autistico”. Di fatto però così facendo i bambini sono stati esposti ad un rischio potenzialmente elevato di contrarre una malattia mortale. Ora le autorità sanitarie del Minnesota stanno cercando di risolvere quello che prima di tutto si presenta come un problema di comunicazione interculturale affidandosi alla mediazione di infermiere e medici di origine somala per poter invertire la tendenza. Nel frattempo il movimento anti vax ha organizzato una manifestazione contro i vaccini con volantini che “spiegano” l’esistenza di una correlazione tra vaccini e autismo.