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Letta propone la scuola d’infanzia obbligatoria (e non solo). Ma il pubblico del Meeting di Rimini lo fischia | VIDEO

@Asia Buconi|

Enrico Letta

Ospite assieme ad altri leader politici al Meeting di Rimini, il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha illustrato ai presenti alcune proposte in vista delle elezioni del 25 settembre. Tra queste, una ha avuto particolare risalto: “Dobbiamo rendere obbligatoria la scuola d’infanzia, che oggi non è obbligatoria. E poi dobbiamo allungare l’obbligo scolastico fino alla maturità. Sono due scelte importanti, fondamentali”. Parole, queste, che evidentemente non devono essere piaciute alla platea, che le ha accolte con fischi, mugugni e un coro di “no”, come si può chiaramente osservare nel video pubblicato da Repubblica.

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Le parole di Enrico Letta sulla scuola: “Allungare l’obbligo scolastico? Fondamentale”

Nonostante la mancata approvazione dei presenti, Enrico Letta ha continuato a parlare della sua proposta sull’istruzione e ha detto: “Allungare l’obbligo scolastico lo considero assolutamente fondamentale, così come far sì che le scuole d’infanzia siano qualcosa che viene dato alle nostre famiglie con la gratuità che è necessaria. Questo vuol dire – secondo noi – un impegno sulla scuola, un impegno che fa della scuola il centro dell’investimento che abbiamo davanti”.

Il segretario del Pd ha poi concluso: “E poi via col terzo punto: “Il mio sogno è che nel nostro Paese – e non solo – si riesca ad avere l’Erasmus per le scuole secondarie superiori, un momento nel quale per tutte le famiglie italiane – e non solo per quelle che hanno i soldi – venga offerta la possibilità di fare una parte di scuola in un altro Paese europeo, pagato dal sistema complessivo”.

Dunque, il tema “scuola” è entrato ufficialmente nel dibattito elettorale. Enrico Letta si era già espresso sulla questione stamane, quando aveva detto in merito agli stipendi degli insegnanti (uno dei temi di punta dei dem): “Devono essere pagati come i loro colleghi europei, in cinque anni è possibile farlo. Prendiamoci tutti questo impegno a favore di uno stipendio europeo”.