Opinioni

Emozioni pedatorie

Con un comunicato scarno e particolarmente freddo, per motivi che saranno chiari nel prosieguo della narrazione, la MACACA (Massima Associazione di Controllo dell’Aggettivazione CAlcistica), ha lamentato pubblicamente l’eccesso di pathos e di retorica nelle narrazioni pubblicate da diversi siti di calcio; racconti in cui, usualmente, ventiduenni che ne hanno visto tre video sgranati su youtube rompono in pianto nel descrivere il callo che ha stroncato la carriera del cesobromasco Repkomarov, talento antisovietico e trasgressivo (mangiava prima la parte alla vaniglia dei Ringo e teneva il cioccolato per ultimo), noto anche per i calzettoni alla Panenka.
van basten
La MACACA, lungi dal censurare il diritto altrui all’emozionalità, ha semplicemente fatto notare che l’emotività nel calcio è un insieme finito, e che continuare ad appesantirlo nel presente avrà come conseguenza il disseccamento della narrazione partecipata del passato; se si vanno a leggere le annate corrispondenti, si nota già con un certo sgomento che le cronache sportive parlano in maniera gelida del gol bellino di Van Basten all’Urss, dello slalom significativo di Maradona contro l’Inghilterra, o del discreto tiro da centrocampo di Stroppa in un Palermo-Avellino.
Punti sul vivo, i consigli di redazione delle testate sportive interessate si sono riuniti e hanno dichiarato, in un documento lacero per le troppe lacrime versate, il proprio sincero pentimento; dando nel contempo la colpa a Putin e inneggiando a un nuovo approccio meritocratico nei confronti di qualcosa.