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L'emendamento alla Legge di Bilancio senza coperture approvato dalla Commissione Bilancio

neXt quotidiano|

Emendamento Manovra Giorgia Meloni

Non doveva trovarsi lì. Doveva essere bocciato senza passare dal via a causa del budget richiesto che superava – da solo – tutti i fondi messi a disposizione per attuare le modifiche al testo della Legge di Bilancio approvata (ormai alcune settimane fa) dal Consiglio dei Ministri. E, invece, quell’emendamento alla Manovra 2023 da 450 milioni di euro non è finito solamente sul tavolo dei lavori della Commissione Bilancio alla Camera, ma è stato anche approvato facendo saltare il banco. E ora, con i tempi che si fanno sempre più stretti e il fantasma dell’esercizio provvisorio che aleggia su Palazzo Chigi (e il governo opterà per il voto di fiducia a un unico maxi-emendamento), il testo approvato e che sarebbe dovuto finire sugli scranni dei parlamentari di Montecitorio, dovrà tornare indietro ed essere nuovamente approvato.

Emendamento manovra 2023 approvato per errore dalla Commissione Bilancio

Un caos incredibile che si è consumato sul fotofinish dell’approvazione da parte della Commissione Bilancio della Camera dei deputati. Perché mentre l’attenzione pubblica era catalizzata su emendamenti come quello sulla “caccia ai cinghiali” anche in città (con annesse polemiche sul consumo della carne prodotta da questa attività), i parlamentari che facevano parte della Commissione procedevano con i voti ai vari emendamenti. E tra quelli approvati, eccone comparire uno a firma PD (con in calce il nome del deputato Andrea Gnassi): l’aumento di 400 milioni di euro del fondo per la riduzione del disavanzo dei Comuni e una dotazione aggiuntiva da 50 milioni di euro per il 2023.

Questo emendamento manovra è stato approvato, ma non doveva comparire nel faldone degli argomenti in discussione. E, infatti, il Partito Democratico non lo ha presentato in questa Commissione Bilancio (quindi non l’ha segnalato tra quelli in discussione) per un motivo tecnico: il governo, di concerto con la Ragioneria di Stato, aveva fissato a 400 milioni la soglia massima di fondi da destinare a tutti gli emendamenti approvati in Commissione. E questo testo, già dalla partenza, superava in solitaria quel tetto massimo. Eppure, per un errore nella compilazione, quel testo è stato approvato. E la conferma arriva anche dal forzista Mulè:

“Nella foga di dover approvare tanti emendamenti è partito qualche zero di troppo. Ma non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima”.

Non sarà la prima e non sarà l’ultima, ma il tempo scorre inesorabile. Perché questa mattina il testo sarà depositato alla Camera, ma poi sarà rispedito alla Commissione Bilancio per stralciare quell’emendamento e per altri accorgimenti.