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Elio Vito lancia la panchina arcobaleno alla Camera. E fioccano le adesioni

Le adesioni all’iniziativa del deputato di Forza Italia: da Boldrini a Fornaro a Zan. “Volontà di proseguire la lotta ad ogni forma di odio”

Elio Vito panchina arcobaleno Montecitorio

Tante le adesioni all’iniziativa del deputato di Forza Italia Elio Vito di installare una panchina arcobaleno a Montecitorio. Lo rende noto l’Adnkronos. La richiesta era arrivata dal deputato con una lettera indirizzata alle deputate e ai deputati di Montecitorio e al Presidente della Camera Roberto Fico.

Elio Vito lancia la panchina arcobaleno alla Camera. E fioccano le adesioni

Sono già diverse decine i deputati di vari gruppi parlamentari che hanno aderito alla proposta del deputato di Forza Italia, Elio Vito, di installare una panchina arcobaleno a Montecitorio, “in segno di solidarietà e rispetto nei confronti della comunità Lgbt+” e per testimoniare “la volontà di proseguire la lotta ad ogni forma di odio, violenza e discriminazione fondata sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere”. Lo annuncia sui social Elio Vito, deputato azzurro e promotore dell’iniziativa.

Tra le prime adesioni, assicura Vito, quella della ex presidente della Camera, Laura Boldrini, del presidente del Gruppo parlamentare di LeU, Federico Fornaro, dei presidenti della IV Commissione Difesa, Gianluca Rizzo (M5S) e della VIII Commissione Lavori Pubblici, Alessia Rotta (Pd), del Vicepresidente per la componente Azione, +Europa, Radicali italiani del gruppo Misto, Riccardo Magi, della vicepresidente del Copasir, Federica Dieni (M5S), del vicepresidente della Commissione Infanzia, Paolo Siani (PD), del segretario di Presidenza, Luca Pastorino (LeU).

“Tra i numerosi parlamentari del Pd che hanno per ora aderito”, sottolinea l’ex ministro, “ci sono tre componenti della segreteria nazionale, Enrico Borghi, Chiara Gribaudo e Lia Quartapelle, oltre ad altri come Stefania Pezzopane, Alessia Morani, Emanuele Fiano, Filippo Sensi, Enza Bruno Bossio, Alessandro Zan”.