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A Genova non si sono fidati di Lui

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“Fidatevi di me”, aveva detto Beppe Grillo cacciando Marika Cassimatis che aveva vinto le Comunarie del MoVimento 5 Stelle a Genova e imponendo il suo candidato Luca Pirondini. Alla fine di un lungo percorso fatto di appelli, contrappelli, cappelli e cappellate Pirondini era diventato il candidato del M5S, come voleva Grillo. E oggi è fuori dal ballottaggio tra il candidato di centrodestra e il candidato di centrosinistra Crivello e Bucci. La tranvata è impressionante non solo per il distacco degli exit polls, che deve essere ancora certificato dal voto. Ma soprattutto perché in città alle politiche del 2013 aveva preso quasi il 33% e per questo ci si attendeva ben altro risultato.

Gli exit poll a Genova

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Gli exit poll di Genova: Luca Pirondini fuori dal ballottaggio

Il MoVimento 5 Stelle, che a Genova ha introdotto sia il Metodo (che prevede soltanto fedelissimi del candidato sindaco come candidati consiglieri) sia le Indovinarie (perché nel voto bisogna indovinare qual è il candidato preferito da Grillo) riparte da una sonora sconfitta, a cui non è di certo estranea la partecipazione al voto di Marika Cassimatis e Paolo Putti, che se ne sono andati dal M5S sbattendo la porta e oggi, forse, gli hanno sottratto abbastanza voti da eliminarlo dal ballottaggio. Putti, quello “contrario alla politica dei selfie”, era un grillino duro e puro della prima ora, che si è trovato ad essere travolto dalla svolta di marketing imposta dalla Casaleggio. La professoressa Cassimatis è stata cacciata senza ragione dopo aver vinto di un soffio le Comunarie con il voto decisivo dei tanti grillini che l’atteggiamento ostile della dirigenza M5S in regione ha fatto diventare dissidenti. Oggi si godono la sconfitta altrui. E dimostrano che aveva ragione l’avvocato Lorenzo Borré quando sosteneva che dopo Genova Grillo non potrà più dire “fidatevi di me”. Anche perché i risultati della fiducia si sono visti.