Cultura e scienze

Eidd-2801: la sperimentazione del primo farmaco anti-Coronavirus

coronavirus immagine del virus

Eidd-2801, il primo farmaco anti-Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 è una potenziale medicina che “migliora la funzione polmonare, riduce la carica virale e la perdita di peso”. Funziona, per ora, solo sui topi, spiega Elena Dusi su Repubblica. E, come sempre, vale il discorso che topi e uomini non sempre hanno le stesse risposte ai farmaci sperimentali, e che serviranno mesi di test per ottenere risposte. Per questo è partita la sperimentazione:

Eidd-2801 è però il primo farmaco costruito specificamente come arma contro Covid-19, la pandemia di oggi. Ed è nato dal laboratorio di uno scienziato che ai coronavirus dedica il suo lavoro da 35 anni. Ralph Baric dirige il laboratorio di immunologia e microbiologia dell’università del North Carolina. Qui, il 6 febbraio, con un corriere speciale, è arrivata una delle prime provette al mondo contenenti un campione di coronavirus.

Il suo gruppo di circa 30 ricercatori si è messo al lavoro per trovare una cura, facendo riprodurre il coronavirus alla massima velocità possibile per poi provare a ucciderlo con i farmaci allo studio. Baric, rarissime interviste, una montagna di libri nel suo ufficio, già nel 2015 avvertì su Nature del rischio che un nuovo coronavirus imparasse a trasmettersi dai pipistrelli all’uomo. È lui il padre del Remdesivir, uno dei farmaci studiati per combattere Ebola, usato oggi per uso compassionevole anche negli ospedali italiani contro il coronavirus.

Eidd-2801

I primi risultati sull’efficacia di Eidd-2801 sono pubblicati sul sito BiorXiv, un portale dove i ricercatori raccolgono i loro studi prima che vengano vagliati dalle riviste scientifiche. Oltre a migliorare la condizione dei topi malati, la molecola ha funzionato anche in modo preventivo, ostacolando il contagio. Proprio a novembre del 2019, quando il gruppo di Baric aveva pubblicato un test di Eidd-2801 sull’influenza, Baric aveva lanciato il suo ultimo allarme. L’eventuale diffusione di un nuovo coronavirus nella popolazione umana dagli animali, ha scritto, «ha dimostrato di poter causare epidemie estese, con potenziale addirittura pandemico, e di provocare malattie gravi».

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