Opinioni

Ehi Silvio! Il grillismo sei [anche] tu!

Caro Silvio,
da AdnKronos, in data 23 giugno, leggo le Sue parole da ‘amico degli animali’:
“Grillo comico era formidabile, peccato che si voleva sempre far pagare in nero… É una battuta, assolutamente…”. Come suonano bene, come quelle di un ‘pentito’.
Addirittura, intervistato, ha aggiunto “[i M5S] sono tutte persone che prima a grandissima maggioranza non avevano mai fatto niente di buono per sé e per la loro famiglia. […] Adesso sono loro i veri professionisti della politica ‘perché vivono dell’indennità parlamentare’. […]”
Ricordo così, caro Silvio, che Lei costruì prima la strategia mediatica in piena Tangentopoli (1991-1992), poi il suo partito in una manciata di mesi (tra il 1993 e il 1994) con riunioni private (privatissime) alle quali partecipava tutto lo stato maggiore e i giornalisti delle sue aziende: Adriano Galliani e Fedele Confalonieri, il giornalista Paolo Del Debbio, i conduttori Maurizio Costanzo e Giuliano Ferrara, i direttori dei periodici Mondadori, e i direttori dei Tg Emilio Fede ed Enrico Mentana. Veda Silvio, che al di là della forma, nella prassi non è che ci sia tanta differenza tra il Suo partito-azienda e l’azienda-partito Casaleggio.
Rimanendo sui fatti, rammento quel 26 gennaio 1994, quando dalla sua triade orwelliana (non a caso formatasi nella sua forma definitiva nel 1984) Lei emanò il grande messaggio presentandosi alla nazione, in cui tra le tante evocative parole disse: “[non voglio] vivere in un Paese illiberale governato da forze immature, e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.” silvio-1024x512
Quello che Lei ha fatto tramite la luminescenza degli schermi – grandi – delle tv posizionate nei salotti italiani, da qualche anno Grillo lo sta facendo da schermi più piccoli ma sempre luminescenti e ancora più piatti, quindi senza profondità e superficiali. La stessa assenza di profondità e la stessa superficialità sono elementi distintivi della Cultura politica e sociale, appunto intangibile e vacua, che non avrebbe potuto far altro che peggiorare dopo la violenta svolta da Lei operata sdoganando la supremazia del noi/loro, del pensiero-debole, dell’ognun-per-sé, della personificazione e infine della spettacolarizzazione su quella che avrebbe dovuto rimanere l’Arte Nobile della Politica.
Chi ha legittimato la ‘coscienza liquida’ capace di cambiare opinione a ogni tramonto? Chi ha avallato le ambiguità sottostanti i conflitti d’interesse e il controllo diretto dei canali informativi facenti capo al vertice dell’apparato politico?
Sta cercando il responsabile? Si guardi allo specchio!
Sulla battuta dei ‘soldi in nero’ potrei ricordarle la sentenza di condanna definitiva a quattro anni che La toccò nel maggio 2013 (frode fiscale, processo Mediaset).
Ma ciò è nulla a confronto con l’aspetto peggiore che Lei ha rappresentato per la cultura sociale e per l’immaginario collettivo. Lei ha reso ‘eroico’ il reato fiscale, mostrandone una legittimità morale quasi eversiva, come fosse una pratica lodevole, come fosse un gesto di difesa da uno Stato che lei ha sempre dipinto come oppressivo (non che non lo sia in alcuni casi); ma tale messaggio si è sublimato fino a diventare costume popolare.
E ancora: le enfatizzazioni e le interpretazioni della realtà che i suoi “giornalisti” hanno prodotto e diffuso per anni, oggi con il M5S sono solo estremizzate (e palesi) perché riprodotte e ri-divulgate da non-professionisti, ossia dai cittadini esasperati che non possono più fidarsi della informazioni derivanti dai media tradizionali; quelli che lei ha sempre posseduto.
La furbizia, caro Silvio, la furbizia estrema è il virus che lei ha liberato! Quando la politica la adotta come modus operandi può solo cristallizzarsi tra le moltitudini popolari, e oggi ci ricade addosso da ogni direzione.
Il grillismo di popolo (non tanto quello dei suoi leader), fatto anche tanto di credulità e arrivismo pur poggiando su istanze legittime derivanti dalla necessità di rispondere allo “schifo politico”, è il prodotto sub-culturale dell’anti-cultura che le sue aziende mediatiche hanno sempre proposto. È tramite i dettami, tramite i modelli esistenziali e culturali che Lei ha iniziato a diffondere e legittimare e rappresentare, che l’attuale regime della mediocrità si è instaurato. Non ha forse mostrato Lei, tramite molteplici trasmissioni tv, che la fama e il successo avrebbero potuto toccare chiunque nonostante l’impreparazione e l’inconsistenza? (e infatti Lei è responsabile anche di alcune dinamiche del Renzismo)
Attaccare questa filosofia perché avversaria nella corsa al potere e perché si è fatta più appariscente e moderna (web e teatralità estrema) grazie alla struttura immateriale e “gassosa” del M5s, non solo è facile, ma anche immorale dal Suo pulpito. (Sempre di potere da broadcast si tratta).
Caro Silvio, non insinui che figuri come Di Battista e Di Maio non meritino lo scranno ben remunerato perché prima, prima del M5s, non “lavoravano” (forse questi baldi giovani – come milioni di altri – un lavoro non lo hanno mai avuto per i provvedimenti dei suoi governi), perché Lei, come fonte, è ancora sospetta; quanti figuri e quante soubrette e quanta mediocrità ha miracolato regalando loro scranni istituzionali?
Caro Silvio, gli emblematici Di Battista e i Di Maio si sono arrangiati in pieno spirito self-made man (il suo motto pseudo liberale, no?!), hanno solo trovato il modo di rimediarselo, un lavoro, magari proprio con la ‘furbizia’ che lei ha dimostrato essere vincente.
Chi, per primo, ha condotto vallette, soubrettine e personaggi tv nelle sfere istituzionali? Sempre Lei caro Silvio!
Nell’affermare che quelli del M5s non “non avevano mai fatto niente di buono per sé e per la loro famiglia” si rende conto del cortocircuito teorico che crea, della debolezza logica di un tale teorema? Veramente vuole confrontarsi eticamente con la Società e con tanti cittadini italiani? (Sarà mica un po’ di arteriosclerosi?)
Si riposi caro Silvio, ne ha bisogno. Il paese ne ha bisogno.