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Educazione gender obbligatoria nelle scuole, ecco l’ultima bufala raccontata dagli oppositori del Ddl Zan

Fratelli d’Italia punta alla paura delle persone, la minaccia è ancora quella dell’educazione gender nelle scuole: il partito di Giorgia Meloni immagina il Ddl Zan come un’opera di indottrinamento per i più piccoli

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Si torna a discutere di educazione gender nelle scuole, a rilanciare le paure è stato il capogruppo del partito di Giorgia Meloni al Senato Luca Ciriani ai microfoni del tg Rai: “Al Senato Fratelli d’Italia farà un’opposizione molto dura al ddl Zan che vuole introdurre l’obbligo dell’educazione gender persino ai bambini delle scuole elementari”. Il punto intorno al quale il dibattito si è sviluppato è stato sempre l’articolo 7 del disegno di legge.

La paura che vorrebbe far passare Fratelli d’Italia è quella di un indottrinamento nelle scuole, immaginate nella narrazione dei partiti di centrodestra come un luogo che sarà di formazione per omosessuali e transessuali. Nonostante di questo non si parli in nessun modo nel disegno di legge, e nemmeno nella propaganda che accompagna l’iter politico.

Educazione gender obbligatoria nelle scuole, qual’è l’obiettivo del Ddl Zan?

Nonostante le parole che l’opposizione spende nei confronti del Disegno di Legge, l’obiettivo del testo scritto dal deputato Zan è chiaro: sensibilizzare i bambini fin da piccoli ad accogliere le diversità. L’obiettivo, oltre le interpretazioni, è ben definito nel testo del fantomatico articolo 7. Nel primo comma è scritto così:

“Al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contra­ stare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari”

Una linea che non può essere fraintesa e può essere esposta solo ed esclusivamente ad una critica di tipo ideologico. Il problema emerso in queste settimane legato “all’indottrinamento” è rivolto soprattutto a coloro i quali non hanno avuto modo di leggere il testo. Inoltre, nell’idea di chi ha scritto il disegno di legge, nulla di tutto quello che è stato immaginato per sensibilizzare i più giovani potrà in alcun modo incidere sul loro periodo di formazione.

“La Giornata non de­termina riduzioni dell’orario di lavoro degli uffici pubblici né, qualora cada in un giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o com porta la riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado”