La macchina del funky

E il PD chiede tra le righe le dimissioni di Lupi

Chiederle no, ci mancherebbe altro. Ma il capogruppo del Partito Democratico al Senato Luigi Zanda comincia a parlare lo stesso di dimissioni di Maurizio Lupi in un’intervista al Messaggero, dove fa capire che sarebbero oltremodo gradite. Zanda prima parla del problema della corruzione e della legge che i DEM stanno presentando, e poi passa all’attacco, in modo felpato ma deciso, nei confronti del ministro:

«L’Italia ha avuto per moltissimi anni un grande Consiglio superiore dei Lavori pubblici, un organo tecnico che ha rappresentato per un lungo periodo un forte controllo. Oggi non c’è, anche questo è un segno della decadenza dello Stato».
Il problema è quando ci finiscono implicati anche i ministri.
«Vedo sempre più spesso una connessione malata tra pezzi dell’alta burocrazia e pezzi dell’imprenditoria. Ma la politica è doppiamente responsabile, sia penalmente che politicamente. Dovrebbe avere l’obiettivo di combattere la corruzione».
La condanna è unanime ma nessuno di voi dem ha usato finora la parola “dimissioni” per Lupi.
«Da parte nostra c’è una sollecitazione molto forte alla chiarezza e alla trasparenza. Abbiamo chiesto al ministro Lupi di riferire subito in Parlamento, una richiesta che viene sia dal nostro gruppo che dall’opposizione».
All’epoca del caso Cancellieri, Renzi disse che ci si poteva dimettere anche senza essere indagati.
«Concordo. La politica ha le sue regole. A volte, per le dimissioni è sufficiente una responsabilità oggettiva».
I padri che raccomandano i figli: un vizio molto italiano.
«Le rispondo in modo astratto: un padre può e deve occuparsi del futuro del proprio figlio. Ma nessun padre può imporlo a chi ha con lui un rapporto di committenza o di dipendenza»

Insomma, in astratto si capisce con chi ce l’ha Zanda. In concreto, vediamo cosa farà il PD per ottenere le dimissioni del ministro.

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