La macchina del funky

E i 5 Stelle ribelli sfiduciano Ilaria Loquenzi

Nelle settimane scorse un post sul blog di Beppe Grillo firmato dai due fondatori del MoVimento 5 Stelle dichiarava massima stima e fiducia nei confronti di Rocco Casalino e Ilaria Loquenzi, i due capi della comunicazione rispettivamente al Senato e alla Camera che avevano preso il posto dei giubilati Messora e Biondo. Ilaria Loquenzi, assistente della Taverna, 36 anni, cugina del giornalista di Rai Zapping Giancarlo Loquenzi, studi in «Metodologia della progettazione artistica» alla Sapienza, da 10 anni lavora come ufficio stampa, specializzata nella conservazione dei Beni Culturali e nell’architettura sostenibile, ieri però è stata sfiduciata dall’assemblea dei deputati, che ha votato contro il rinnovo del suo contratto. E’ la prima volta che alla Camera, dove erano rintanati i più fedeli a Grillo e Casaleggio rispetto al più ribelle Senato, succede qualcosa del genere. La storia la racconta Annalisa Cuzzocrea oggi su Repubblica:

In questi mesi, il fondatore ha lasciato nelle mani di Gianroberto Casaleggio e del direttorio la risoluzione delle ultime grane. A partire da quella della comunicazione, che il guru era venuto a Roma per risolvere una volta per tutte, la settimana scorsa. E che invece, a sorpresa, gli è scoppiata in mano. Perché nonostante Casaleggio avesse blindato i nomi di Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino come responsabili della Comunicazione di Camera e Senato, nonostante un post sul blog avesse benedetto il loro lavoro, ieri notte l’assemblea dei deputati ha votato contro il rinnovo del contratto alla Loquenzi. Una mossa a sorpresa, un’insurrezione a freddo, di cui ancora non si intravedono le conseguenze. Cercherà di capirci qualcosa sabato, Beppe Grillo, se ne avrà voglia. Negli ultimi tempi ha dimostrato di non averne affatto. Chi gli è vicino racconta che per convincerlo a fare almeno un comizio per le ultime regionali, a Genova, «hanno dovuto pregarlo».

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E già che c’è, Repubblica parla anche del famoso tweet poi cancellato su topi e clandestini. A proposito del quale si racconta un gustoso retroscena:

Del resto, le sue ultime uscite non hanno aiutato. La settimana scorsa il post del blog che assimilava topi e clandestini ha seminato il panico in Parlamento. Appena lo ha letto, Alessandro Di Battista ha telefonato a Milano gridando tutta la sua rabbia. «Un errore grossolano», così l’ha giudicato il direttorio. Perché è vero che quel tweet non l’ha scritto Grillo, e che proviene dallo staff della Casaleggio. Ma è vero anche che nessuno lo ha controllato. Si è sfogato, il vicepresidente della commissione Esteri. Poi si è seduto davanti al computer: «Ora vediamo che succede». E per la prima volta, quel che è successo è che il tweet è stato cancellato.