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Droni a Parigi

DRONI PARIGI

Altri droni sono stati avvistati nei cieli di Parigi nella notte di ieri fra martedì e mercoledì, dopo cinque avvistamenti analoghi avvenuti la notte precedente: lo hanno reso noto fonti della polizia francese. I droni – il cui numero non è stato accertato – sono stati avvistati da numerosi testimoni nella zona di Place de la Concorde (dove si trova l’ambasciata statunitense) lungo la Senna e in altri punti della capitale come Saint-Cloud e Clignancourt. Si tratta delle stesse zone in cui erano avvenuti gli avvistamenti della notte precedente: la magistratura ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di sorvoli su zone proibite. Lunedì uno dei droni era stato visto tra i cento e trecento metri sopra l’ambasciata statunitense, vicino a place de la Concorde, verso l’una del mattino. I cinque apparecchi hanno volato su obiettivi sensibili come l’Hôtel des Invalides e la torre Eiffel. Aggiornamento: tre giornalisti di Al Jazeera sono stati fermati per la faccenda dei droni: maggiori informazioni alla fine dell’articolo.
 
I DRONI A PARIGI
E la memoria non può che tornare all’ottobre scorso, quando per diciassette volte gli apparecchi hanno sorvolato di notte o all’alba gli impianti atomici nonostante il divieto di volo per ragioni di sicurezza nel perimetro di cinque chilometri. In territorio francese ci sono 58 reattori gestiti da Electricité de France in diciassette centrali che danno a Parigi il 77% dell’energia di cui necessita. Allepoca l’allarme droni scattava, ma i velivoli che cercavano di abbatterli non avevano mai fatto in tempo ad arrivare dopo gli allarmi. All’epoca, quando ancora non c’era stata la strage di Charlie Hébdo, a finire sul banco degli imputati fu Greenpeace, non nuova ad azioni del genere. In un lungo speciale dedicato ai droni a Parigi, Le Monde spiega che gli investigatori stanno cercando di raccogliere le testimonianze delle persone che hanno visto i droni: la polizia è responsabile dei sorvoli in luoghi pubblici, mentre la GTA (la polizia del trasporto aereo) è competente sulle indagini per l’Ambasciata USA. In ogni caso il passaggio di un drone non viene registrato in alcun modo dai dispositivi di sicurezza per il volo (a parte ovviamente le telecamere), ed è difficile stabilire l’esatta altitudine degli oggetti identificati. I quadricotteri poi di solito sono dotati di diodi elettroluminescenti, che permettono al pilota di osservare la posizione degli apparecchi, ma i diodi possono essere spenti all’occorrenza. In Francia alcuni piloti di droni, beccati a sorvolare zone vietate, avevano poi postato i loro filmati su Youtube et similia, finendo così incastrati. Nessun filmato sui voli intorno alle centrali è però finito su Youtube nei giorni successivi.

droni centrali nucleari
L’infografica del Corriere che riepilogava gli avvistamenti nell’ottobre scorso

Il dispositivo, che può pesare un chilo e trasportare una telecamera gopro, offre poca autonomia di volo: circa un quarto d’ora. I piloti lo controllano tramite un telecomando, oppure attraverso apposite app su tablet. Su alcuni droni è anche disponibile un sistema GPS che permette all’apparecchio di tornare al punto di partenza in caso di rottura del telecomando o altri inconvenienti simili. Questo, ipotizza Le Monde, potrebbe essere il principio seguito da chi ha materialmente tentato i voli, perché così il proprietario può non trovarsi da quelle parti. Di certo però chi ha programmato i droni non è un dilettante. L’utilizzo di un drone di notte è vietato dai regolamenti, così come sorvolare una zona urbana, a meno di non avere un’autorizzazione speciale.
WMCH Drone - Echelle
Fonte foto: Wikipedia

COME FERMARE I DRONI
Dopo il caso del drone schiantatosi nei giardini della Casa Bianca, il produttore DJI ha proposto di estendere a Washington e dintorni le no fly zones già integrate in alcuni suoi dispositivi, che attraverso il GPS deviano automaticamente i voli che si trovano vicini alle zone vietate. Ma il sistema è facilmente aggirabile. I droni si possono certamente abbattere, ma una delle tecniche più adeguate per la difesa sembra essere proprio quella del disturbo del segnale GPS, o si possono direttamente bloccare le connessioni. In Francia si stanno studiando soluzioni tecniche di questo tipo che però non finiscano per danneggiare gli utenti “innocenti”. La pena massima prevista dalla legge per chi utilizza droni per sorvolare luoghi proibiti è  di un anno di carcere e una multa 75.000 euro.
Edit: tre giornalisti di Al Jazeera sono stati fermati per la storia dei droni che volavano a Parigi. «Il primo stava pilotando il drone, il secondo filmava e il terzo guardava», fa sapere la polizia francese.