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Il Colle del Nonno: il totonomi di chi prende il posto di Draghi se va al Quirinale

La non chiusura – più che un’apertura – del Presidente del Consiglio all’ipotesi di una “promozione” a Capo dello Stato provocherebbe, inevitabilmente, la nomina di un nuovo inquilino a Palazzo Chigi

Draghi al Quirinale

La porta non è spalancata, ma neanche chiusa. Dopo la conferenza stampa di fine anno con i giornalisti, l’ipotesi di un’ascesa di Mario Draghi al Quirinale è tornata tra le ipotesi più appetibili e papabili in vista del voto parlamentare per scegliere il successore di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. I partiti sono divisi, perché nella maggioranza sono tutti molto legati alla figura dell’ex Presidente della BCE a Palazzo Chigi. Ma, nonostante queste dichiarazioni di facciata, i piani potrebbero cambiare a breve. Ed ecco che si è scatenato il classico totonomi.

Draghi al Quirinale? Tutti i nomi in ballo per il suo successore

Perché se la rosa dei “candidati” alla Presidenza della Repubblica è composta da tantissimi petali (alcuni ancora celati), anche quella dell’eventuale successore di Mario Draghi a Palazzo Chigi è molto ricca. Si tratta di nomi noti e che fanno già parte dell’attuale esecutivo. Il motivo è molto semplice e riassunto in una delle dichiarazioni fatte ieri dal capo dell’esecutivo: “Il governo vada avanti anche senza di me, con questa maggioranza”. E per non far disunire ciò che lui ha unito c’è solo un’opportunità: scegliere una personalità riconosciuta già presente nella squadra di governo.

Il nome su cui in molti stanno puntando è quello di Daniele Franco, l’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze. Perché lui è un uomo scelto da Mario Draghi in persona, una persona fidata e un grande esperto che ha condiviso una parte del suo percorso personale (anche lavorativo) proprio lavorando al fianco dell’attuale Presidente del Consiglio. Secondo il quotidiano La Stampa, però, lui stesso non si sentirebbe “all’altezza” di ricoprire quel ruolo e, quindi, potrebbe rimanere a capo del dicastero più delicato.

Lo stesso quotidiano diretto da Massimo Giannini fa un altro nome che, però, resta all’interno della sfera degli “improbabili”: si tratta dell’attuale Ministro dell’Innovazione Tecnologica Vittorio Colao. Improbabile per via dell’impegno preso con l’esecutivo per la digitalizzazione della pubblica amministrazione (e non solo) in Italia e anche perché non sembra essere tra le personalità più in sintonia con i partiti che compongono la maggioranza. Ed è per questo che emergono altri due nomi in caso di ascesa di Mario Draghi al Quirinale.

I nomi caldi e la possibile sorpresa

La prima – che potrebbe rientrare anche nei discorsi per la Presidenza della Repubblica – è la Ministra di Grazia e Giustizia Marta Cartabia. Il suo nome è stato più volte caldeggiato e potrebbe ottenere un parere positivo da tutti i partiti (anche dal MoVimento 5 Stelle, nonostante alcune frizioni più o meno recenti). E addirittura potrebbe arrivare anche un input positivo da Fratelli d’Italia dato che Cartabia è stata ospite di uno degli eventi di Atreju. Il secondo, invece, vincerebbe il premio “anzianità”: si tratta di Renato Brunetta, il ministro più “vecchio” nella squadra guidata da Mario Draghi. Si tratterebbe, dunque, di una scelta gerarchica basata su un principio meramente anagrafico.

Da non sottovalutare, anche se sembra attualmente difficile (nonostante i recenti “ammorbidimenti”), la posizione di Giancarlo Giorgetti, nome che potrebbe comparire a sorpresa nella rosa finale, come riportato da Il Corriere della Sera. Questo, però, potrebbe essere il grimaldello per tenere unita la maggioranza, con la Lega che – ovviamente – non potrebbe dire di no e gli altri partiti che negli ultimi mesi hanno lavorato al fianco di quello che, da molti, è stato etichettato come il “leghista buono”, anche per la sua lotta intestina proprio con il segretario del Carroccio Matteo Salvini. Percezioni che potrebbero sparigliare le carte.

 

(foto IPP/spgr/giandotti)