Economia

Dove vanno a finire i soldi sporchi?

Dove vanno a finire i soldi sporchi? La Guardia di Finanza ha tirato le somme con una relazione dell’attività svolta nel corso del 2014 sul contrasto al riciclaggio; secondo le Fiamme Gialle la stima dei «soldi sporchi» maneggiati in Italia è di 2,8 miliardi di euro. In un articolo sul Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini riepiloga le cifre del fenomeno e la sua diffusione. Secondo l’infografica pubblicata a corredo dell’articolo la metà dei soldi proviene da evasione fiscale, il resto da reati tipo bancarotta fraudolenta, truffa, furti, rapine, corruzione e concussione, oltre a contrabbando, usura e traffico di droga. Nell’anno 2014 – a questo si riferiscono i numeri – le persone annunciate per il reato di riciclaggio sono state 1483, e di queste 131 sono state anche arrestate.

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Soldi sporchi, le cifre del fenomeno (Corriere della Sera, 9 agosto 2015)

Spiega il quotidiano:

L’attività di contrasto svolta dalle Fiamme Gialle ha dato buoni frutti, si è riusciti a ottenere «il sequestro di 5.645 asset patrimoniali di cui 5.094 beni e 551 aziende». Ma il volume d’affari dei criminali — uomini dei clan organizzati, ma anche imprenditori e personaggi che gestiscono affari con la pubblica amministrazione — continua a crescere minando pericolosamente l’economia. Tanto che la relazione sugli ultimi dodici mesi rende conto degli strumenti di prevenzione antiriciclaggio usati «per intercettare in tempo reale le nuove pratiche criminali soprattutto quando realizzate con metodi diversi dai semplici trasferimenti fisici di valuta, come nel caso dell’utilizzo di moneta elettronica o virtuale (ad esempio bitcoin) o di ricorso ad articolati societari (trust, fiduciarie, società estere con azioni al portatore)». Discorso a parte, ma non meno importante, riguarda i money transfer, perché «negli ultimi dodici mesi il valore delle rimesse all’estero — in gran parte effettuate attraverso questo circuito — si è attestato a 5,3 miliardi di euro».

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Soldi sporchi, le norme violate (Corriere della Sera, 9 agosto 2015)