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Dove è possibile fare i test sierologici in Lombardia

Oggi il Corriere della Sera riepiloga in un’infografica dove è possibile fare i test sierologici in Lombardia: dei 49 laboratori pubblici o accreditati della Lombardia che oggi analizzano già i tamponi per il servizio sanitario, nel giro di pochigiorni 14 privati hanno aperto anche all’attività a pagamento

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Ieri abbiamo parlato dei test sierologici in Lombardia e del presidente della Regione Attilio Fontana che ha sconsigliato ai suoi cittadini di effettuarli “perché se dovesse risultare positivo agli anticorpi, dovrebbe comunque sottoporsi al tampone”. Oggi il Corriere della Sera riepiloga in un’infografica dove è possibile fare i test sierologici in Lombardia: dei 49 laboratori pubblici o accreditati della Lombardia che oggi analizzano già i tamponi per il servizio sanitario, nel giro di pochi giorni 14 privati hanno aperto anche all’attività a pagamento (o si stanno preparando a farlo a breve).

Obiettivo: intercettare al di fuori dei programmi di screening pubblici chi è venuto a contatto con il Covid-19 tramite l’ormai nota ricerca degli anticorpi IgM (infezione recente) e degli IgG (infezione passata). Alcune realtà, come il Gruppo San Donato e il Centro cardiologico Monzino, hanno scelto di attivare convenzioni solo con aziende. Altre — come Multimedica, Auxologico, Synlab e Lifebrain — hanno aperto anche ai singoli cittadini: le richieste si sono moltiplicate in pochi giorni soprattutto a Milano, tant’è che per sottoporsi al prelievo del sangue nella maggior parte dei casi ora è necessaria la prenotazione. Si parte oggi, invece, al Cdi e in Humanitas (qui l’esame analizzerà solo la presenza di immunoglobine G).

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Dove è possibile fare i test sierologici in Lombardia (Corriere della Sera, 19 maggio 2020)

Il test sierologico può essere svolto con prelievo ematico o in modo rapido con poche gocce di sangue prelevate dal dito, ma questa seconda opzione è ritenuta meno affidabile. Dal momento che il test sierologico non ci dice se il Covid-19 è presente in questo momento viene considerato senza alcun valore diagnostico. È il motivo per cui la Lombardia permette ai privati di svolgere la ricerca degli anticorpi ma in caso di positività li obbliga a garantire anche il tampone (oltre, poi, ovviamente, segnalare all’Asl chi deve rimanere in quarantena in attesa del suo esito). Per i centri che già svolgono i tamponi per la Sanità pubblica è più semplice garantirli, per gli altri il rischio è di fare attendere i cittadini giorni e giorni. In ogni caso, chi si lancia sul mercato privato e in contemporanea lavora per il pubblico deve garantire il 100 per cento di tamponi che effettuava prima del via libera.

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