Fact checking

La doppia vita della noce moscata

Tra tutte le spezie che si usano in cucina la noce moscata è quella che nasconde i segreti più terribili e una delle storie più affascinanti. Ce lo ha raccontato Deborah Blum sul New York Times qualche giorno fa. Negli USA, come in Italia, la noce moscata è una spezia particolarmente utilizzata durante il periodo natalizio perché, tra le altre cose, viene aggiunta ad una delle bevande tipiche del Natale (e del giorno del Ringraziamento): l’eggnog, ovvero il liquore allo zabaione. Ogni anno in questo periodo c’è quindi almeno un giornale anglosassone che pubblica un pezzo di approfondimento sull’argomento. E siccome è una spezia con una storia davvero affascinante anche NeXt inaugura la tradizione natalizia degli articoli sulla noce moscata.

La pianta della noce moscata e il frutto da cui viene estratta la spezia. (Fonte: Wikipedia.org)
La pianta della noce moscata e il frutto da cui viene estratta la spezia. (Fonte: Wikipedia.org)

 
LA STORIA DELLA NOCE MOSCATA
La noce moscata non è una spezia come tante, anche se condivide in parte le vicende di altre spezie considerate assai preziose. La noce moscata, che è il seme dell’albero tropicale myristica fragrans , è arrivata in Europa durante il Medioevo ma era già nota (e commerciata) in Medio Oriente e nella penisola arabica già da parecchi secoli. Gli Arabi commerciavano noce moscata con la Repubblica di Venezia e fu proprio un embargo commerciale da parte degli Ottomani a costringere le potenze occidentali a cercare nuove rotte commerciali. La zona di produzione all’epoca era l’arcipelago delle Isole Banda, dieci piccole isole sperdute nel tratto di mare compreso tra Indonesia e Papua Nuova Guinea. La noce moscata era all’epoca (e lo è in parte anche oggi) la più rara tra le spezie, e quindi la più preziosa. Per questo motivo le Isole Banda sono state in passato lungamente contese tra olandesi e inglesi. Il monopolio del commercio della noce moscata ha contribuito a definire il mondo come lo conosciamo ora, nel 1600 olandesi e britannici si stavano spartendo il dominio commerciale del mondo conosciuto e del traffico di spezie. Dopo anni di lotte le due grandi potenze dell’epoca arrivarono ad un accordo. Per espandere le proprie rotte commerciali il Regno Unito era interessato ad ottenere il controllo della penisola di Manhattan, che però era in mano olandese (che si chiamava infatti Nieuw Amsterdam). Agli olandesi invece interessava possedere l’ultima isola rimasta in mano britannica a produrre noce moscata. Nel 1667 si arrivò così ad uno scambio: Manhattan in cambio del completo controllo del commercio di noce moscata. Per poter mantenere il monopolio gli olandesi proibirono di esportare gli alberi della noce moscata al di fuori dell’arcipelago e sterilizzando ogni singola noce esportata in modo da mantenere il controllo totale sulla produzione. La popolazione delle isole però non trasse alcun beneficio dalla spezia che cresceva sulle loro terre: i vertici della Compagnia delle Indie Orientali olandesi ordinarono la decapitazione di ogni bandanese maschio al di sopra dei 15 anni. Quando gli inglesi si impadronirono nuovamente delle Isole Banda (nel 1796) per prima cosa esportarono gli alberi di noce moscata nei loro possedimenti per poterne coltivare maggiori quantità.
Il frutto della noce moscata con all'interno la spezia ancora parzialmente avvolta  dal guscio rosso (fonte: Wikipedia,org)
Il frutto della noce moscata con all’interno la spezia ancora parzialmente avvolta dal guscio rosso (fonte: Wikipedia,org)

UN SPEZIA MAGICA
Non solo la storia commerciale della noce moscata è insanguinata, ma anche la storia dei suoi utilizzi ha parecchi punti oscuri. L’importanza data a questa spezia non è dovuta solo al fatto di essere stata per molti secoli estremamente rara e difficile da reperire, ma anche alle proprietà che si riteneva avesse. Ad esempio durante le epidemie di peste che flagellarono il Vecchio Continente si credeva che la noce moscata fosse in grado di tenere lontano il morbo. Ma oltre ai presunti poteri benefici e salvifici della noce moscata erano all’epoca noti anche quelli venefici e intossicanti. In quantità eccessive la noce moscata può in effetti essere velenosa e come ogni adolescente ha imparato dagli amici del fratello maggiore la noce moscata ha anche un’altra leggendaria proprietà: è una droga allucinogena. WOW. In realtà anche qui bisogna sfatare un mito (arrivato quasi intatto fino ai giorni nostri grazie anche ai racconti di William Borroughs e Malcom X): la noce infatti contiene una molecola psicoattiva, chiamata myristicina, la cui struttura chimica è simile a quella di droghe come mescalina, anfetamine o ecstasy. Il problema è che NON FUNZIONA, e se funziona è necessario assumerne quantità industriali, al punto che è tossica. Niente sballo natalizio, però se volete provare ci sono dei comodi e pratici tutorial sull’Interwebs.

Mi raccomando, don’t try this at home, soprattutto non sotto l’albero di Natale, raga.
Foto copertina: wikipedia.org