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Don Antonio Ziliotto, il parroco che ringrazia Dio per il fallimento del Ddl Zan

Una messa per celebrare il fallimento del Ddl Zan. L’iniziativa del parroco di San Zenone che lascia a bocca aperta. La reazione del sindaco Marin

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Don Antonio Ziliotto, parroco della chiesa di San Zenone degli Ezzelini, piccolo comune veneto, ha annunciato in un volantino della parrocchia una messa di ringraziamento per la morte del ddl Zan.

Don Antonio Ziliotto, il parroco che ringrazia Dio per il fallimento del Ddl Zan

Siamo molto lontani dalla parrocchia in provincia di Lucca dove il parroco, don Nando Ottaviani, ha deciso che ogni mercoledì celebrerà una messa contro l’omotransfobia. Lontani non solo in senso spaziale ma anche e soprattutto ideologico.

“Volevo proporre una S. Messa di Ringraziamento mercoledì 10 novembre alle ore 18.30 in Santuario per questo difficile e laborioso approdo in cui il Signore ha agito”, si legge sul volantino della parrocchia di San Zenone, il cui parroco ringrazia i “governanti” per non aver fatto passare il disegno di legge in Senato.

Non solo, ha anche ricordato come già in passato la comunità si era impegnata, secondo le direttive della CEI, a pregare nel Rosario quotidiano “per i nostri governanti perché facciano leggi giuste secondo la volontà di Dio“.

“La pericolosità e l’ambiguità della legge stava soprattutto nell’introdurre nella legislazione italiana e nell’insegnamento scolastico, mascherata come lotta all’omo-transfobia, l’ideologia del Gender per la quale ogni persona ha diritto di scegliere a proprio piacimento di essere maschio o femmina”, ha specificato don Ziliotto.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di San Zenone, Fabio Marin, dichiaratamente omosessuale e, come più volte dichiarato, favorevole al Ddl Zan. “Il Ddl Zan è una proposta di legge che va contro ogni tipo di pregiudizio, sopruso e violenza: penso  ai disabili. Per giudicare un reato, è necessario dare un nome a determinate modalità di espressione. A questo serve una legge: non cambia il comportamento, ma dà gli strumenti per agire”, ha detto il sindaco.

Ma a quanto pare l’idea di fondo del suo paese è molto vicina a quella del parroco. “Sono stato discriminato per quello che ero e che non potevo non essere, mi ha fatto allontanare dal mio paese […] Secondo alcuni non sono degno nemmeno di nominare il Papa o di entrare in chiesa”, ha spiegato.