La macchina del funky

Dodici consiglieri M5S di Parma si autosospendono

pizzarotti indagato

Dodici consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Parma si autosospendono in solidarietà con Federico Pizzarotti, ancora “in attesa di giudizio” dopo la sospensione. Non tutti se ne sono andati, scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica: Marco Bosi, il capogruppo, non vuole lasciare il gruppo cittadino nelle mani di due fuoriusciti che già oggi in consiglio votano contro Pizzarotti ma che non sono stati mai espulsi dal M5S.

«Gentilissimo Garante Beppe Grillo – comincia la lettera – ti comunichiamo con sincero dispiacere la nostra decisione di autosospenderci dal M5S. Non è in dubbio la nostra ferma adesione ai principi fondanti del MoVimento, ma è altrettanto certa la nostra delusione per la deriva della sua gestione da parte di Staff e Direttorio, che ne calpestano i principi e i valori». E ancora: «Che il Movimento debba avere un’organizzazione lo abbiamo sempre sostenuto, anche a costo di critiche pesanti dagli stessi che ora di questa organizzazione fanno parte; altro è che le scelte sulle perso ne nominate non siano mai state trasparenti, meritocratiche o condivise». Infine: «Impossibile digerire il passaggio dinastico da Gianroberto a Davide Casaleggio, neppure sottoposto a votazione».

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Spiega Alfonso Feci, uno dei firmatari: «È assurdo fare mobbing politico contro un sindaco che sta lavorando bene e ancora più assurdo lasciare in sospeso venti consiglieri e un’intera città. Sembra che nessuno si stia occupando di noi». «In una situazione paradossale i miei consiglieri hanno deciso di mettersi in gioco per dimostrare quanto sia coeso il gruppo di Parma – spiega Pizzarotti – hanno voluto fare questo gesto per vedere se succede qualcosa. Temo solo che non abbiano risposta, come non l’hanno avuta i 200 eletti e attivisti di tutt’Italia che hanno raccolto le firme per fermare la mia cacciata».