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“Hanno minacciato i nostri confini”, Putin in piazza torna a giustificare la guerra all’Ucraina

Le parole del Presidente della Federazione russa in occasione della parata militare del 9 maggio

Discorso Putin

Prima la richiesta di un minuto di silenzio per le vittime della seconda guerra mondiale e quelle del Donbass, poi i riferimenti a quel che sta accadendo in questi mesi in Ucraina, proprio per mano della Russia. È iniziato così il discorso alla Nazione e ai suoi militari di Vladimir Putin in occasione delle parata per i festeggiamenti del 77esimo anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica nel secondo conflitto mondiale.

Discorso Putin alla parata del 9 maggio, ecco cosa ha detto

Davanti alla folla e ai militari di Mosca, il Presidente russo ha voluto paragonare le imprese militari dell’esercito sovietico durante la seconda guerra mondiale alle gesta dei soldati che stanno combattendo nel Donbass:

“Chi ha vinto la Grande guerra ci ha chiesto di rimanere vigili perché non si ripeta una guerra mondiale. La memoria della guerra non potrà mai scomparire. Il trionfo del nostro popolo sovietico unico, la compattezza, l’eroismo straordinario al fronte e sulle retrovie. La giornata della vittoria è cara a tutti noi, non c’è famiglia in Russia che non sia stata toccata dalla guerra. Anche ora, in questi giorni, voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria, della Russia”.

L’attenzione, dunque, si è concentrata su quella Regione nell’Est dell’Ucraina, su quelle auto-proclamate repubbliche indipendenti che sono al centro della contesa militare nelle ultime settimane dopo due mesi di bombardamenti a tappeto in tutto il Paese. Ma Putin ha anche voluto ribadire l’argomento principe della sua propaganda, ovvero la giustificazione di quell’operazione militare speciale (anche oggi non ha usato la parola “guerra”) per difendersi dalla minaccia del “Patto Atlantico”.

“I Paesi della Nato non hanno voluto ascoltarci, quando lo scorso dicembre abbiamo proposto di definire un accordo sulla sicurezza. Significa che avevano altri progetti. Avevano preparato apertamente un’altra operazione punitiva nel Donbass, una aggressione nelle nostre terre storiche, inclusa la Crimea, a Kiev si è parlato di ripristinare le armi nucleari. Il blocco Nato ha iniziato a militarizzare i territori vicino ai nostri confini. E questo per noi rappresentava una minaccia inammissibile ai nostri confini”