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Il discorso di La Russa dopo l'elezione: "Oltre al 25 aprile va festeggiata anche la nascita del Regno d'Italia"

Asia Buconi|

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Ignazio La Russa è il nuovo presidente del Senato, eletto con 116 voti su 186 votanti e 187 presenti. “Non ho preparato un discorso, ma voglio iniziare ringraziando tutti quelli che mi hanno votato, quelli che non mi hanno votato e quelli che si sono astenuti e se mi consentite quelli che mi hanno votato pur non facendo parte della maggioranza di Centrodestra”, queste le prime parole in Aula del neopresidente del Senato. Che ha poi omaggiato Papa Francesco per aver dato “un’indicazione spirituale e morale per cercare di battere la povertà”.

Il pensiero di La Russa è andato anche ai soldati caduti in Afghanistan e alle donne e agli uomini in divisa: “Li porto nel cuore per la mia storia politica e istituzionale, simboli degli ideali di pace e e sicurezza”, ha detto. Il neopresidente ha pure portato un mazzo di rose bianche per Liliana Segre, che ha aperto nelle scorse ore la seduta, tra gli applausi dai banchi del centrodestra e dell’opposizione. Il cofondatore di FdI ha affermato: “Voglio ringraziare la presidente morale del Senato, la senatrice Segre. Non c’è una sola parola che non abbia meritato il mio applauso”.

Spazio poi al conflitto in corso a Kiev: “Ai patrioti ucraini va il mio pensiero, così come ai profughi e rifugiati ucraini e che da ogni parte del mondo scappano da quella guerra e dalle guerre, che devono essere accolti con onore”. Ma il suo pensiero è andato anche ad altre vittime: “Non posso non ricordare le tante vittime del terrorismo politico anche solo se si trovavano nel momento e nel posto sbagliato. Le loro storie rappresentano ancora oggi una stella polare”. A questo punto, La Russa ha citato il commissario Luigi Calabresi e “tre ragazzi, uno di destra Sergio Ramelli e due di sinistra i cui assassini non sono mai stati trovati, Fausto e Iaio”.

Dopo l’elezione, Ignazio La Russa riconosce nel suo discorso il 25 aprile: “Ma va festeggiata anche la nascita del Regno d’Italia”

Rivolgendosi poi all’ormai ex presidente di Palazzo Madama Elisabetta Casellati, La Russa ha precisato che “anche in questa legislatura si parlerà di riforme” e che “al Senato può spettare il via alla necessità di aggiornare – non la prima parte che è intangibile – quella parte della Costituzione che dia più capacità di dare risposte ai cittadini e di appartenere alla volontà del popolo”.

Dopo aver citato Pertini, il pensiero del neo eletto presidente del Senato è andato a simboli della legalità come Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino. La Russa ha sottolineato che farà “tesoro dei loro insegnamenti e dei loro sacrifici”. Poi, tornando al discorso tenuto da Segre, il meloniano ha citato pure le tre date da lei ricordate: il 25 aprile, il 2 giugno e il primo maggio. E, condividendo sorprendentemente con la senatrice a vita la necessità di festeggiare tutte e tre le ricorrenze (nonostante si sia sempre detto contrario alla giornata del 25 aprile e non l’abbia mai celebrata), La Russa ha affermato: “Alle tre date aggiungo anche quella di nascita del Regno d’Italia, che prima o poi dovremmo far assurgere a Festa nazionale”.

“C’è una parola che dobbiamo recuperare tutti: comunità – ha proseguito il neo eletto presidente – L’Unione europea dev’essere ancora comunità e speranza di pace se saprà come deve per fare elevare il suo raggio d’azione sempre più in alto”. Infine, La Russa ha concluso il suo intervento dicendo che sarà sua premura “essere il presidente di tutti”.