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Il mistero risolto dei dischetti spiaggiati

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È stato risolto il mistero dei dischetti di plastica comparsi in questo ultimo mese su molte spiagge del litorale tirrenico. La Guardia Costiera ha individuato la fonte dalla quale si sono poi sparsi in mare i dischetti. Si tratta, come già spiegato da neXt Quotidiano, di “filtri a biomassa adesa” supporti in materiale plastico utilizzati per la crescita dei batteri all’interno degli impianti di depurazione delle acque. I dischetti vengono usati come supporto per favorire la crescita dei batteri che purificano l’acqua assorbendo i nutrienti e ovviamente dovrebbero rimanere all’interno delle vasche dei depuratori.

Il cedimento della vasca di un depuratore ha causato la fuoriuscita dei dischetti

Secondo la ricostruzione delle Capitanerie di Porto, che hanno effettuato ricognizioni sui diversi assi fluviali (Sele, Mingardo, Lambro, Irno, Tusciano, Volturno, Sarno, Carigliano) ricadenti nel territorio di giurisdizione delle Capitanerie di porto di Napoli, Salerno e Gaeta è stato il cedimento strutturale di una vasca di un impianto di depurazione in prossimità della foce del fiume Sele, in Campania a causare lo sversamento in mare dei dischetti. Le indagini hanno accertato inizialmente la presenza in prossimità della foce del Sele e sugli argini dello stesso fiume, una ingente concentrazione di tali filtri. In un secondo momento la Guardia costiera ha rilevato che la fuoriuscita dei filtri era stata causata dal cedimento di una vasca dell’impianto di depurazione a monte della foce del Sele.

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Fonte

Una volta finiti nel fiume i dischetti sono stati trasportati in mare, e grazie al gioco delle correnti si sono si sono distribuiti lungo le coste della Campania e del Lazio, fino a raggiungere il litorale meridionale della Toscana. I risultati degli accertamenti condotti dal Nucleo Speciale d’Intervento (N.S.I.) della Guardia Costiera, coordinato dal Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) sono stati comunicati all’autorità giudiziaria di Salerno che coordina le indagini.

La #cacciaaldischetto per ripulire le spiagge

Le Guardia Costiera conferma quindi quanto già emerso dalle prime denunce raccolte dal progetto Clean Sea Life che aveva individuato nella spiaggia di Paestum, non molto distante dalla foce del Sele uno dei primi punti dove erano stati ritrovati i dischetti di plastica. Identificata la causa – scrive Clean Sea Life in una nota – rimangono però le conseguenze ovvero un numero imprecisato ma elevatissimo di dischetti sparsi su tutte le spiagge tirreniche.

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Il progetto invita tutti i cittadini delle zone interessate dallo sversamento e delle spiagge colpite ad  andare a raccoglierli lanciando l’hashtag #cacciaaldischetto. Sul sito di Clean Sea Life c’è una mappa delle iniziative in continuo aggiornamento. L’obiettivo è quello di ripulire le spiagge dai dischetti, che pur non costituendo un “disastro ambientale” come hanno scritto alcuni, rappresentano senza dubbio un problema. Ben venga quindi l’iniziativa di ripulitura delle coste, magari senza limitarsi ai dischetti ma raccogliendo anche gli altri materiali plastici (e non) spiaggiati.