Politica

Disabilità: verso il presidio del 4 novembre

Avevamo parlato del Nomenclatore tariffario qui e qui. Il Nomenclatore è «il documento emanato e periodicamente aggiornato dal Ministero della Salute che stabilisce la tipologia e le modalità di fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario […] individua le prestazioni di assistenza protesica che comportano l’erogazione dei dispositivi riportati negli elenchi 1, 2 e 3 del nomenclatore tariffario e ne definisce le modalità di erogazione» ma non viene aggiornato dal 1999 (qui Nomenclatore Tariffario: uno Stato fuorilegge, Superando, 20 ottobre 2014).
Il mancato aggiornamento non è però l’unico ostacolo alla garanzia dei diritti per le persone con disabilità: qualche giorno fa si denunciavano per l’ennesima volta i tagli sulle risorse destinate loro (Pronti a mobilitarci contro i tagli delle risorse, Superando, 20 ottobre 2014).

«La Legge di Stabilità diminuisce ancora le risorse destinate alle persone con disabilità»: lo si legge in una nota della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che insieme alla Federazione FAND, dichiarerà nei prossimi giorni al Governo l’intento di attivare una decisa mobilitazione contro tale prospettiva. Una mobilitazione è già stata preannunciata anche dal Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti).
Parte citando una serie di dati oggettivi, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare in una nota la Legge di Stabilità licenziata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. «L’ISTAT – si legge infatti nel comunicato della Federazione – certifica che in Italia la spesa sociale per la disabilità è inferiore di mezzo punto di PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.] rispetto alla media dell’Unione Europea e che nel nostro Paese la spesa pro capite è di 423 euro all’anno (media dell’Unione Europea 536), con la Germania che ne spende 277 in più e la Croazia 100. In termini assoluti il divario rispetto all’Unione è di circa 8 miliardi di euro. Se osserviamo gli effetti pratici, ciò significa esclusione sociale, marginalità, impoverimento progressivo delle persone con disabilità e dei loro familiari che spesso sono gli unici caregiver [assistenti di cura, N.d.R.], in un’assenza di politiche certe e strutturate».
Ebbene, prosegue la nota, «nonostante questo evidente divario, la Legge di Stabilità presentata dal Governo all’Unione Europea e al Parlamento diminuisce ancora le risorse destinate alle persone con disabilità, incentivandone ulteriormente l’esclusione, la segregazione, l’impoverimento. Per il 2015, infatti, il già inadeguato Fondo per le Non Autosufficienze subirà un taglio di 100 milioni, passando a 250 milioni ed esangue rimane anche il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali, con i suoi 300 milioni. Aggiungendo poi a tale scenario i tagli agli Enti Locali, la prospettiva in termini di servizi risulta davvero tetra per milioni di italiani».

Oggi sembra che non vi sia altra strada se non la mobilitazione (Non resta che la mobilitazione, per una svolta secca e decisa). La prospettiva del taglio di 100 milioni dal Fondo per le Non Autosufficienze non può che essere percepito come uno «schiaffo» da tutte le persone con disabilità (e non solo da loro). Anche le istituzioni non fanno proprio una bella figura. Continuano Carlo Giacobini e Stefano Borgato: «è infatti dallo scorso anno che viene enfatizzata l’approvazione (con Decreto del Presidente della Repubblica) del Programma d’Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, impegno ampio sottoscritto dal Governo cui ora si fanno mancare le risorse. Risorse per l’inclusione sociale, per i diritti, per una vita improntata alla dignità e non alla dipendenza assistenziale. Un brutto segnale che non promette nulla di buono e non favorisce l’avvio di politiche radicalmente innovative per le persone con disabilità».
 
IL FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE
Oggi le organizzazioni di persone con disabilità (FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, FAND, Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità e Comitato 16 Novembre, Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti) sono state convocate dal Ministero del lavoro. Le organizzazioni hanno sottolineato la distanza tra gli impegni presi e la realtà. «Dal canto suo, la FISH aveva anche espresso al presidente del Consiglio Renzi la necessità di una sua presenza non simbolica all’incontro, giacché erano sul tavolo scelte strategiche di enorme importanza per il Paese, decisioni che possono condizionare lo sviluppo, svincolandosi da quella stessa austerità che più volte il Presidente del Consiglio ha voluto stigmatizzare. «Renzi – sottolineano gli esponenti della Federazione – ci ha risposto di confrontarci con i Sottosegretari. Lo abbiamo fatto per rispetto istituzionale e per senso civico. Ma, non avendo ottenuto alcuna svolta decisa, non ci resta che la via della mobilitazione e della piazza, per attirare la giusta attenzione e un cambio di rotta».»
 
COSA BISOGNEREBBE FARE
Per la FISH il Fondo deve essere «non solo reintegrato e aumentato, ma diventare pluriennale e strutturale e arrivare a un miliardo di dotazione entro il 2017». Si ricorda la differenza tra la spesa italiana e quella europea per la disabilità: 1,6 dell’Italia contro il 2,1 della media dell’Unione Europea. Per la FAND è importante che i fondi garantiscano davvero i diritti e che siano strutturali. Il Comitato 16 novembre ha denunciato il taglio progressivo degli stanziamenti sul sociale in generale – non solo sul Fondo per le non autosufficienze (Enti locali, servizi, welfare). Il Comitato 16 novembre invita a individuare e differenziare «i destinatari degli interventi, ovvero da una parte le persone con necessità di assistenza vitale 24 ore su 24 (stati vegetativi, ospedalizzati a domicilio ecc.), a prescindere dalle patologie, dall’altra le persone con disabilità ad alta e media intensità assistenziale (o basso e medio funzionamento). Vi dev’essere insomma una risposta per tutti, garantendo ai primi un’assistenza indiretta significativa, mentre per le altre disabilità, a libera scelta, vi dev’essere la possibilità di attivare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale progetti personalizzati (articolo 14 della Legge 328/00), progetti per la vita indipendente (Legge 162/98) e assistenza anche in forma indiretta». L’appuntamento è per il prossimo 4 novembre con un presidio a Roma, di fronte al Ministero dell’economia.