Politica

Un dietrofront a 5 Stelle?

Il lunedì evidentemente porta consiglio. Dopo un tranquillo week end di paura, l’espulsione di Massimo Artini sembra ormai qualcosa che appartiene al passato nel MoVimento 5 Stelle, dove, in attesa dell’assemblea del giovedì, la situazione sembra tornare alla normalità. Oggi due deputati che erano tra i diciotto senza rendiconto hanno deciso di rendicontare sul sito dell’ufficio stampa della Camera. Rimangono ancora nella black list coloro che non vogliono pubblicare sul sito ufficiale e continuano a postare sulle loro pagine personali di Facebook i bonifici effettuati. Si tratta di: Sebastiano Barbanti, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Francesco Cariello, Federica Daga, Marta Grande, Mara Mucci, Girolamo Pisano, Aris Prodani, Walter Rizzetto, Gessica Rostellato, Samuele Segoni e Tancredi Turco.
 
PATRIZIA TERZONI E I RENDICONTI AL POSTO GIUSTO
La Terzoni scrive un lunghissimo messaggio su Facebook per far sapere a tutti di aver rendicontato:

Ecco quanto ho restituito. Non credo di averlo mai fatto. Perchè penso che non sia importante quanto ognuno di noi restituisce ma il lavoro comune che si riesce a fare e gli obiettivi che si riescono a raggiungere. Valgono quei 8.042.272,29 euro che tutti insieme, portavoce alla Camera e al Senato, siamo riusciti a restituire dimostrando a tutti gli altri che è possibile fare politica in maniera diversa, che è possibile iniziare a tagliare da chi sta meglio e gode di privilegi incredibili piuttosto che dagli ultimi. Quella cifra deve rovinare il sonno agli altri deputati e senatori. E invece sta diventando motivo di guerre intestine e di un gioco al massacro. Ma a questo punto è indispensabile per rispondere a tutte le accuse che mi sono piovute addosso in questi giorni. La mia posizione con la rendicontazione finalmente è regolare. E dico finalmente perchè sono almeno due settimane che ho un fitto scambio di mail con lo staff nel tentativo di sistemare le cose e consentire la pubblicazione dei dati. Dispiace vedere come stiamo sprecando energie in questa caccia alle streghe che non porta a nulla di buono. E gli attivisti si incattiviscono, magari non conoscono cosa stiamo facendo e si concentrano solo sui soldi. Da inizio legislatura fino a giugno 2014 ho restituito nel fondo delle PMI 51.089,44 euro. Sono pochi? Sono tanti? Non lo so. So solo che ogni volta che devo sostenere una spesa mi faccio mille scrupoli. Nella scelta dell’appartamento dove alloggio, nella scelta del contratto al mio collaboratore, nel finanziare le iniziative sul territorio, nel prendere o meno un taxi per uno spostamento veloce. Questo è quanto sono riuscita a risparmiare. Allego anche una foto. Perchè bisognerebbe anche iniziare a valutare i portavoce per il loro lavoro.

L’onorevole pubblica anche due commenti in cui incolla due mail inviate allo staff, che permettono di capire nel dettaglio di cosa si parlasse quando ci si riferiva a presunti problemi di privacy nel sito per la rendicontazione:
patrizia terzoni 1
patrizia terzoni 2
PAOLO BERNINI E GLI ALTRI
In più , anche il collega Paolo Bernini ha rendicontato, secondo quanto scrive l’agenzia di stampa Agi. E non è escluso, secondo quanto viene riferito dai diretti interessati, che nelle prossime ore altri saneranno la loro situazione. Perché, come spiega uno di loro sempre all’AGI, «noi restituiamo tutte le eccedenze ed essere sbattuti fuori per un cavillo, perché non pubblichiamo su ‘Tirendiconto.it’ sarebbe assurdo». E poi, prosegue, «questa è una prova di forza che in parte abbiamo vinto noi anche per gli effetti sortiti all’interno del Movimento». Intanto anche Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, sembra tornare a riallinearsi: «Non sono assolutamente ‘dissidente’ e tantomeno il mio nome è assolutamente in discussione◄5, scrive in un post pubblicato oggi sul suo profilo Facebook in merito al momento di crisi che sta vivendo il M5S. «Al contrario, sono costantemente in contatto con Luigi, Roberto, Alessandro – prosegue Nogarin – e tutti coloro che stanno lavorando per superare questa fase nel migliore dei modi. Credo infine, è un mio personale auspicio, che dovremo in futuro, lavorare a superare divisioni come quelle che abbiamo vissuto. Da attivista 5 stelle seguo con estrema preoccupazione l’evolversi della situazione interna ai gruppi parlamentari – aggiunge il sindaco di Livorno – da eletto 5 stelle seguo questa crisi, tanto da perderci il sonno, perché ripudiando la politica basata sulle tessere e sugli interessi di bottega, il nostro collante sta nella piena condivisione di un progetto che parte dal cambiamento nelle istituzioni e nel rispetto degli impegni presi verso l’elettorato e da eletti verso noi stessi. Da sindaco 5 stelle auspico che queste divisioni siano superate perché solo ritrovando l’unità possiamo avere quella forza necessaria per batterci per la nostra idea di società, e nei comuni che governiamo, cogliere quell’occasione, forse unica, per attuarla».
 
FUCKSIA, L’ULTIMA GIAPPONESE
Serenella Fucksia invece sembra quella più serena nel ribadire la sua contrarietà sulla situazione. E propone un “tana libera tutti” per i dissidente che difficilmente le concederanno:

Che i 5 che aiutano Beppe nella realizzazione di questo progetto a 5 stelle si comportino da “PIFFERAIO MAGICO AL CONTRARIO”.
Facciano in modo di risolvere i problemi credo fittizi, chiarire i dubbi e recuperare i fuoriusciti (ormai troppo numerosi) ad oggi, in modo da ritornare un grande gruppo inclusivo e con prospettive di crescita.
La dialettica politica è il sale della democrazia.
Si cresce nelle differenze e nella tolleranza.
Cosa voterebbe la RETE ad un: vorreste che i fuoriusciti ritornassero nel M5S per ripartire più forti e convinti di prima?
Sarebbe ancora possibile?
Fare un’espulsione è semplice, recuperare una risorsa, difficile, ma certamente più utile a tutti.