Economia

Dieselgate Volkswagen, la maxitruffa e i risarcimenti

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700mila sono oggi gli italiani che hanno comprato vetture Volkswagen con il software che trucca le emissioni. E in molti attendono il risarcimento:  dopo la stangata da 15,3 miliardi di dollari imposta al Gruppo Volkswagen dal Dipartimento di Giustizia Usa, che prevede tra l’altro un indennizzo per i clienti che va dai 5.100 ai 10.000 dollari a testa; dopo la multa da 5 milioni di euro (il massimo consentito) inflitta dall’Antitrust alla filiale italiana di VW; e dopo che, in Germania, è stata avviata una class action miliardaria in difesa dei risparmiatori danneggiati dalla truffa, la possibilità che anche gli automobilisti italiani riescano a ottenere qualcosa diventa concreta. Scrive Il Fatto Quotidiano:

Nonostante il gioco sporco, la pubblicità utilizzava frasi come “la responsabilità ambientale è uno dei capisaldi della strategia di Audi”,o“Golf BlueMotion: la Golf più ecologica di tutti i tempi”, o a proposito della PoloBlueMotion “una vettura al cui conducente la tutela dell’ambiente e una guida sostenibile stanno veramente a cuore”. Era tutta una presa in giro. Per questo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ritenuto questa condotta non rispettosa delCodice delConsumo, “gravemente contraria agli obblighi di diligenza professionale” e capace di “falsare in maniera rilevante il comportamento economico dei consumatori”.
Ce n’è abbastanza per rilanciare le innumerevoli class action presentate in questi mesi dalle associazioni dei consumatori italiane, nonostante il rifiuto categorico di risarcire i clienti europei dichiarato dall’addella casaautomobilistica, Mathias Mueller. Intanto Volkswagen Italia è dovuta correre ai ripari con una massiccia campagna di richiami. I proprietari delle auto in queste settimane stanno ricevendoraccomandate incui si comunica la possibilità di fissare un appuntamento presso un Service Partner Vol kswagen per eliminare il software “sotto accusa”gratuita mente. Chi possiede una 1.6 TDI dovrà installare anche uno stabilizzatore di flusso.

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Volkswagen truccata: che fare? (Infografica di AGI)

È CHIARO che questi interventi non sono sufficienti. Federconsumatori, Codacons, Adiconsum eAltroconsumo continuano a raccogliere adesioni per le azioni collettive di richiesta danni. Quella che per il momento sembra in vantaggio sulle altre, in termini di tempo, èAltroconsumo. Il Tribunale di Venezia, infatti, a fine giugno ha ammesso la sua class action contro Volkswagen.In realtà la contestazione è partita nel 2014, prima dello scandalo, in seguito a una prova di laboratorio su una Golf 1.6 TDI che aveva dimostrato come i consumi di carburante reali fossero molto più elevati dei dati dichiarati dall’azienda. Ma il procedimento potrebbe allargarsi anche alla truffa del dieselgate e velocizzare i tempi del processo.
La quantificazione fatta dai legali di Altroconsumo del risarcimento che spetta ai consumatori per ora è del 15% del prezzo di acquisto dell’auto. Significa che in caso di vittoria gli automobilisti potrebbero ottenere un indennizzo che va dai 1.500 euro per un veicolo acquistato 6-7 anni fa a 10.000 euro, ai circa 4.500 euro per una Golf 2.000 TDI dell’an no scorso, fino ai 7.500 euro per un suv Audi da 50.000 euro. Nel frattempo gli esperti dell’a ssociazione hanno portato in lab or at or io proprio una Q5 2.0 TDI 110 KW per analizzare i livelli di emissioni di ossidi di azoto prima e dopo la rimozione del software illegale. Risultato: su strada leemissioni NOxsuperanodi circa il 25% i limiti di legge per ottenere l’omologazione Euro 5. Unavolta disattivatoil software illegale, quindi, resterà il problema di centinaia di migliaia di veicoli fuori legge che circolano sulle nostre strade.

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