Economia

Dieci miliardi di tagli alla sanità?

Il Messaggero dice che il governo ha intenzione di reperire fino a 10 miliardi di euro da ulteriori tagli alla sanità per la manovra 2016 e la copertura del taglio delle tasse promesso da Matteo Renzi:

Con il decreto Enti locali di fine luglio, messo a punto dopo l’intesa con le Regioni, Palazzo Chigi ha costruito, già per quest’anno, un pacchetto di misure da 2,3 miliardi per cercare di razionalizzare la spesa. Ma l’orizzonte è molto più ambizioso ed ora ne servono almeno altri 10 da recuperare nel corso del triennio 2016-2018. Il dossier è nelle mani di Yoram Gutgeld che, su incarico del premier Matteo Renzi, ha ereditato da Carlo Cottarelli la patata bollente della Spending review.
L’economista, che lavora a stretto contatto con il Tesoro, punta soprattutto ad operare un robusto giro di vite nei confronti dei centri di spesa riducendo le fonti di spreco. Il menù è ricco ed in particolare, gli enti del Servizio sanitario nazionale dovranno rinegoziare i contratti in essere per ridurre i prezzi del 5% rispetto agli accordi attuali. Inoltre, con l’obiettivo di disboscare leprestazioni non necessarie, entro la fine dell’anno il ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin farà un elenco descrivendo le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

spesa sanità regione
La spesa per la sanità regione per regione (Il Messaggero, 21 agosto 2015)

Il che vuol dire che tutte le prestazioni escluse da quella lista saranno totalmente a carico del cittadino. E per rendere più stringente la svolta,il medico pagherà di tasca propria l’ingiustificata e gratuita erogazione della prestazione. La scure della Spending review sanitaria si abbatterà anche sui ricoveri ospedalieri e sulle spese per farmaci e macchinari, con verifiche più puntuali sulla coerenza dei prezzi a base d’asta rispetto ai prezzi di riferimento definiti dall’Autorità nazionale anticorruzione.
La necessità di mettere sotto torchio la Sanità («ma non ci sarà alcuna macelleria sociale» garantiscono dal Tesoro ) deriva anche dalla oggettiva difficoltà di reperire le coperture della manovra.