Cultura e scienze

Dieci cose da sapere su Giulio Tarro

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1 – Giulio Tarro viene spesso presentato come “il miglior virologo del mondo” o come “il migliore virologo dell’anno”. Il virologo premiato negli USA ma snobbato in Italia. Nel 2018 ha effettivamente ricevuto un premio da un’associazione americana chiamata IAOTP (Associazione internazionale dei migliori professionisti)  come”miglior virologo dell’anno”. Peccato che, come ha scoperto il noto sito di bufale BUTAC, la IAOTP sia una sorta di agenzia che vende onorificenze. In ambito scientifico questo tipo di premi sono noti come predatory prize, si tratta di premi che vengono assegnati a persone che in genere ricevono e-mail e telefonate scam di congratulazioni per spingerli a pagare grosse somme per targhe commemorative, copie di souvenir o premi.

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2 – Chi parla di Giulio Tarro, spesso dichiara che sia stato candidato al Nobel una, due o addirittura tre volte. Il “Pluricandidato al Nobel”. Anche i Lions hanno festeggiato la sua candidatura nel 2015. Peccato che le candidature al Nobel in realtà vengano rese pubbliche solo dopo cinquant’anni dall’anno di una premiazione. Il fatto curioso è che le candidature non vengono divulgate a nessuno eccezion fatta per la commissione che deve valutare chi tra i candidati vincerà il prestigioso premio. Questo è stato ulteriormente chiarito dalla Fondazione Nobel in una mail in risposta ai quesiti dei Biologi per La Scienza.

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Leggi sull’argomento: House of Labs: come Vincenzo D’Anna è diventato presidente dell’Ordine dei Biologi

3 – Facendo una ricerca su Giulio Tarro online notiamo che ha partecipato numerose conferenze internazionali. Esistono video, locandine e siti targati OMICS, Conference series e PulsusSi tratta di alcune delle aziende registrate sotto il nome del Dr. Srinubabu Gedela in India, USA, Regno Unito e Singapore insieme a molte altre (iMedPub, Allied Academies, Trade Sci, SciTechnol, e EuroSciCon.). I gruppi che fanno capo al dr. Gedela sono noti nel mondo scientifico per organizzare predatory conferences, ovvero convegni farsa che si spacciano per convegni scientifici, senza un vero e proprio controllo editoriale sulle presentazioni, che sfruttano i ricercatori traendo guadagno dalla presentazione e addirittura da un eventuale pubblicazione correlata su riviste associate (anch’esse predatorie, in cui non c’è un reale controllo editoriale) che può costare da qualche centinaio a qualche migliaio di dollari. Per questo motivo la Commissione Federale per il Commercio americana ha addirittura intentato una causa contro il gruppo OMICS, con l’accusa di “ingannare accademici e ricercatori rispetto alla natura delle pubblicazioni, e nascondere costi di pubblicazione che variano da centinaia a migliaia di dollari ‘e sempre per questo motivo nel novembre del 2017 la Corte Federale del Nevada ha condannato Srinubabu Gedela e i suoi gruppi.

4 – Giulio Tarro ha pubblicato in alcuni giornali seri ma anche in numerosissimi predatory open access journal, riviste farsa che non hanno un serio controllo editoriale e guadagnano facendo pubblicare i ricercatori, come Scholarena, SOAOJ, Sci Forschen, Scientific Research Publishing (SCIRP). Su Pubmed ha 67 lavori a partire dal 1961, di cui 29 su riviste in lingua italiana. Su Scopus 87 documenti con un totale di 344 citazioni ma un H index incredibilmente solo di 9. l’H index è un criterio che si usa per quantificare la prolificità e l’impatto scientifico di un autore ed è decisamente bassino per un pluricandidato al Nobel!

5 – Giulio Tarro dichiara di essere editor della rivista Journal of Vaccine Research & Development edita a Singapore, senza impact factor, talmente scalcagnata da non avere nemmeno un comitato editoriale. È anche editor di Journal of Clinical Microbiology and Antimicrobials e SciTechnol, riviste che appartengono al gruppo OMICS.

6 – Giulio Tarro è noto per la sua posizione critica nei confronti dell’obbligo vaccinale. Ha partecipato al convegno ‘Vaccinare in Sicurezza’ organizzato dall’Ordine Nazionale dei Biologi rappresentato da Vincenzo D’Anna. Tra i relatori erano presenti numerose figure di spicco del mondo no-vax. Nel 2017 avvenne la radiazione da parte dell’ordine dei medici del cardiologo, omeopata no-vax Roberto Gava, a causa delle sue continue esternazioni antiscientifiche sui vaccini. Giulio Tarro nel suo libro ’10 cose da sapere sui vaccini’ dedica un intero capitolo a Gava, prendendone le difese. Il capitolo si chiama – “Il caso Roberto Gava: colpevole o innocente?” Nel suo libro sostiene che la vaccinazione obbligatoria è “operazione di Big Pharma” dimenticandosi che la maggioranza assoluta degli scienziati sostiene che le vaccinazioni sono necessarie.

7 – Tarro afferma di essere stato docente ufficiale dell’Università di Napoli Federico II. Tralasciando il fatto che il titolo di “docente ufficiale” non esista e che si è professori universitari in base a vari inquadramenti (“di ruolo”, “associato”, “a contratto”); Tarro non compare nei registri online dell’Università di Napoli Federico II e in quelli accessibili da Cineca, il portale ufficiale per la ricerca dei docenti. Egli si dichiara Membro del Senato Accademico dal 1990 dell’Università Costantiniana di Providence, Rhode Island e dal 1994 dell’Università Pro Deo di New York, Accademico onorario dell’Università Sancti Cyrilli di Malta dal 2001 e Rettore onorario dal 2003 dell’Università Ruggero II dello Stato della Florida negli USA. La giornalista scientifica Sylvie Coyaud ha scoperto che si tratta di quattro false università che vendono diplomi e onorificenze al miglior offerente. Non compaiono infatti nel database pubblico degli istituti autorizzati a operare negli USA.
Non si trova evidenza della Laurea Honoris Causa in medicina conferitagli dall’Università Cattolica Albany (New York) nel 1989. È presidente della Norman Academy (o Accademia dei Normanni) e dell’Università Popolare Tommaso Moro, sono università non accreditate e non riconosciute dal MIUR che distribuiscono dunque titoli che non hanno valore accademico.

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8 – Giulio Tarro dichiara di aver isolato il Virus Respiratorio Sinciziale nei bambini ammalati durante l’Epidemia del “male oscuro” che ha colpito Napoli verso la fine degli anni Settanta. La sua prima pubblicazione sul tema risulta però essere del 1980 , invece il primo articolo pubblicato dai docenti dell’Università di Napoli del 1979 parla già di isolamento ed identificazione del virus sinciziale. Tarro non è tra gli autori e non compare citato neppure nelle fonti bibliografiche

9 – Nel 1969 il siero di Bonifacio ottenne un grande risalto nei giornali. Il siero che prende il nome dal suo ideatore Liborio Bonifacio era un composto a base di feci e urina di capra. Bonifacio credeva erroneamente che le capre non si ammalassero di cancro. Il risalto mediatico dato dai giornali alla vicenda spinse l’allora Ministro della Sanità, Camillo Ripamonti, ad autorizzarne la sperimentazione: essa interessò 16 pazienti, seguiti per un periodo che andò dai 23 ai 75 giorni, con risultati che la commissione giudicò deludenti (4 pazienti morirono durante la sperimentazione, nessuno mostrò miglioramenti). Tarro si appassionò a tal punto che condusse degli studi a riguardo. In quel periodo Tarro scopre la TLP (Tumor Liberated Protein). Un vaccino con questa proteina a suo dir stimolerebbe e potenzierebbe la risposta immunitaria dei malati di tumore. (Si, un vaccino).

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Nel frattempo  un bancarottiere, Salvatore Cacciapuoti (Credito Campano) era stato condannato in Italia a 5 anni per bancarotta fraudolenta ed era fuggito in Svizzera, dove aveva fondato una società farmaceutica che si proponeva di sfruttare le ricerche sulla lotta ai tumori effettuate da Giulio Tarro (che secondo i giornali dell’epoca farebbe parte della società). Quando la messa in vendita sembrava imminente fu presentata la richiesta di estradizione da parte dei magistrati campani.
Nel 1999  Tarro sostiene la falsa cura di Vasselliev,  nota come “biocorrezione” e pubblica con quest’ultimo un articolo. Si tratta di una cura non scientificamente provata che potrebbe a seconda dei casi essere addirittura pericolosa. Come evidenziato da Medbunker (celebre sito di debunking che si occupa di medicina e false cure), Vassilliev promette di guarire da diverse malattie e sembra che i suoi “metodi” siano praticati in alcune cliniche in giro per il mondo soprattutto in Israele e che i costi sono vertiginosi: si parla di decine di migliaia di euro.

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Le ricerche sulla TLP vengono attualmente finanziate dalla Fondazione Teresa & Luigi de Beaumont, Bonelli Onlus, di cui Tarro è presidente a vita. Si tratta di un’associazione ben pubblicizzata dai giornali nazionali. Facendo una ricerca  sulla TLP si trova che ne parla quasi unicamente Tarro nelle riviste predatorie sopracitate.

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10 – Giulio Tarro è stato interrogato dalla magistratura per truffa ed estorsione ai danni della scomparsa Stefania Rotolo ammalata di cancro all’utero. Secondo l’accusa il medico avrebbe tentato di vendere un farmaco alla showgirl per 40 milioni di lire, un prezzo molto più alto di quello reale, una sostanza anticancro spacciata per Interferon. Tarro verrà assolto per mancanza di prove, invece il suo assistente il dr. Antonio Battista verrà condannato a sei anni.

 

Si ringrazia Biologi per la Scienza per l’importante contributo nella stesura di questo articolo.