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House of Labs: come Vincenzo D’Anna è diventato presidente dell’Ordine dei Biologi

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Una “vittoria schiacciante” perché “ha stracciato tutti”. E i complimenti di «un giovane e valido Sindaco, l’avvocato Gabriele Piatto che spero entri presto in Parlamento»: “Ciao Enzo. Augurissimi per l’ulteriore prestigiosissimo incarico. Sei stato un parlamentare di altri tempi: in cui la cultura era un valore. Ad Maiora”. Così CasertaFocus il 3 novembre 2017 annunciava il trionfo di Vincenzo detto Enzo D’Anna alle elezioni dell’Ordine dei Biologi: la sua lista portava a casa il 45,1% dei voti e nove seggi su nove mentre l’allora ancora senatore di ALA con 1619 preferenze su 3580 risultava il più votato. Quindici mesi dopo su quelle elezioni pendono ancora un ricorso al Tar per l’annullamento del voto, un’inchiesta della procura di Roma (sulla quale pende una richiesta di archiviazione), un’imputazione coatta per diffamazione nei confronti di due dei protagonisti della storia e una causa civile per diffamazione in cui tra i chiamati in causa c’è lo stesso D’Anna. Oltre a una storia che quasi nessuno ha finora raccontato.

Le elezioni dell’Ordine dei Biologi

Facciamo un passo indietro. Il 23 giugno 2017 il sito internet dei Biologi per il Rinnovamento annunciava festoso il commissariamento dell’Ordine dei Biologi decretato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, che nominava come commissario il dottor Luigi Scotti, napoletano, già guardasigilli del governo Prodi. La foto di copertina dell’articolo pubblicato era già tutto un programma, anche se Zenigata non è esattamente il miglior esempio di commissario che sia mai stato partorito dall’industria culturale per fare presa sull’immaginario collettivo.

elezioni ordine dei biologi

Scotti sarà adiuvato dal subcommissario Pasquale Piscopo nel rapido percorso che dovrà portare presto a nuove elezioni, che infatti vengono convocate per il 20 e il 21 settembre del 2017. Piscopo era anche nella segreteria di Alleanza Liberalpopolare – Autonomie, il partito di D’Anna. Si vota, quindi. Ma con quali regole? L’Ordine dei Biologi conta circa 48 mila iscritti ed è nazionale, non ci sono ancora ordini territoriali. Alle ultime elezioni avevano diritto al voto circa 35 mila biologi ma c’è un unico seggio che si trova a Roma presso la sede dell’ONB. Si può venire a votare di persona, magari approfittandone per una gita nella Capitale. Oppure – attenzione – si può votare per posta, seguendo un’apposita procedura forse un tantinello farraginosa, ma si sa, il voto è sacro: chi vuole partecipare alle elezioni deve spedire all’Ordine una richiesta di invio di schede elettorali presso il proprio domicilio; una volta ricevute le raccomandate contenenti le schede deve recarsi presso un notaio o altra persona autorizzata per autenticare la firma sulla busta contenente le schede, successivamente può spedire il plico tramite raccomandata. Le regole prevedono che una volta arrivata la busta venga aperta al termine della prima tornata elettorale: al suo interno si dovrebbe trovare un’altra busta con la firma autenticata e le schede votate. E qui arriva il primo colpo di scena. Il 18 settembre con un decreto del ministero della Giustizia le elezioni vengono rinviate ai giorni 2 e 3 ottobre 2017. La motivazione fornita dal ministero è che sono pervenute in via Arenula molte lamentele riguardo la mancata ricezione dei plichi elettorali; Orlando non lo dice, ma tra quelli che chiedono il rinvio c’è anche il senatore D’Anna. E c’è un’altra curiosità: è vero che alla PEC del ministero sono arrivate molte altre email in cui si chiedeva un rinvio, ma è anche vero che alcune di queste avevano un testo identico. In ogni caso coloro che spesso ironizzano sulla proverbiale inefficienza dei ministeri italiani vengono nell’occasione clamorosamente smentiti: venerdì 15 settembre arrivano le lettere che chiedono il rinvio, lunedì 18 settembre arriva il rinvio. In mezzo c’è il week end: che non si dica che a via Arenula si lavora poco, anzi.

Una giornata particolare

E arriviamo al 3 ottobre 2017, una giornata particolare che molti ricorderanno per tutta la vita. Presidente del seggio elettorale che si trova presso la sede dell’Ordine in via Icilio 7 viene nominato il dottor Giuseppe Vitale. Il commissario assicura che gli scrutatori sono stati scelti “tra i biologi al di fuori di ogni schieramento”. Vitale fino al 3 settembre 2017 era il responsabile del trattamento dei dati del sito dei Biologi per il Rinnovamento. Sì, quello dell’immagine di Zenigata. Com’è piccolo il mondo, vero?

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Vitale è stato anche componente dell’attività direttiva di Federlab Campania e ha partecipato anche egli alla serie di ricorsi per invalidare il voto degli anni precedenti. Cos’è Federlab? Si tratta di un’associazione che raggruppa un gran numero di laboratori di analisi cliniche e di centri poliambulatori convenzionati con il SSN in Campania, grazie a una serie di disposizioni legislative a partire dalla legge finanziaria per l’anno 2007 e all’accordo n. 61/CSR del 23/03/2011. Vincenzo D’Anna detto Enzo è presidente di Federlab Campania dal 1998 e nel 2007 è diventato presidente di Federlab Italia. Antonio Costantini, candidato nella lista di Calcatelli che concorreva contro quella di D’Anna, si presenta al seggio di buon mattino chiedendo di poter rimanere per presenziare alle operazioni di voto ma viene invece accompagnato all’uscita. Intanto in via Icilio l’attività ferve: a partire dalle ore 11 arrivano furgoni di società di trasporto private che scaricano scatoloni chiusi con lo scotch da pacchi: sono i voti che dovevano arrivare per posta via raccomandata.

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Alla fine sono 691 i voti che arrivano attraverso un corriere privato e altri 23 vengono portati da un altro corriere. È utile a questo punto ricordare che il commissario straordinario Scotti aveva dichiarato di aver attivato un protocollo con Poste Italiane per concordare le modalità di consegna delle schede. Nel verbale di consegna della persona incaricata dal corriere privato manca il mittente. E ancora: secondo un controllo a campione effettuato successivamente, le lettere inviate attraverso Poste Italiane presentavano autentiche di notai e dipendenti comunali diverse, quelle portate dal corriere privato (che venivano dalla Campania e dalla Sicilia) erano autenticate da consiglieri di comuni in alcuni casi diversi rispetto a quelli di residenza delle persone che avevano chiesto l’autenticazione. Insomma, un gran numero di voti (qualcosa meno del 20% del totale di quelli arrivati) è arrivato attraverso corrieri privati e un controllo a campione dice che le firme necessarie per validare il voto erano state autenticate da persone diverse ma che ricoprono cariche simili in comuni distanti da quello di residenza dei votanti. Il protocollo è stato attivato con Poste ma molte schede sono state portate da un corriere privato.

Competition by litigation

È a questo punto che comincia la guerra dei ricorsi che dura ancora oggi. Calcatelli e Costantini, componenti della lista che è arrivata seconda alle elezioni senza prendere nemmeno un seggio, fanno istanza di accesso per gli atti del procedimento elettorale allo scopo di proporre ricorso per l’annullamento del voto, che viene depositato il 13 dicembre 2017. L’Ordine dei Biologi non risponde. I due si rivolgono al Tribunale Amministrativo Regionale per contestare il silenzio/diniego e vincono.

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Ma l’Ordine non consegna niente. Fa invece un appello alla sentenza del TAR presso il Consiglio di Stato; un altro appello lo propongono i consiglieri Sapia e Spanò, che consegnano memorie redatte da professori di diritto amministrativo di chiara fama e celebrità nel loro settore, che però non hanno l’effetto sperato. Il Consiglio di Stato deposita un’unica sentenza che raggruppa i due ricorsi rigettandoli e affermando che l’Ordine dei Biologi deve far visionare tutti gli atti relativi alle operazioni elettorali. Ma l’Ordine dei Biologi ancora non ottempera alle prescrizioni dei giudici. Tanto che Calcatelli e Costantini presentano un ulteriore ricorso per l’esecutività dell’atto e solo a quel punto finalmente l’Ordine il 3 dicembre 2018 invita i due a presentarsi in via Icilio per effettuare l’accesso, facendo cessare la materia del contendere. Il tribunale condanna però l’Ordine al risarcimento delle spese (un migliaio di euro) nonostante l’avvocato Rubinacci, che rappresenta l’ONB, ne chieda la compensazione e spieghi nella memoria per conto di D’Anna che il fatto che la sentenza sia stata pubblicata ad agosto ha contribuito a creare un rallentamento che a suo parere è comunque giustificato, visto che i documenti sono contenuti in due armadi, ammontano a centinaia di pagine e il rischio di paralizzare gli uffici è più che concreto. Vale appena la pena di notare che l’avvocato Rubinacci rappresentava Enzo D’Anna nelle diffide inviate nella prima metà del 2017 al ministero della Giustizia per ottenere il commissariamento dell’ente. L’incarico di rappresentare l’Ordine dei Biologi davanti al Tar contro Calcatelli e Costantini gli viene infatti conferito dal commissario Scotti il 30 ottobre 2017, ovvero prima che il candidato D’Anna venga eletto presidente.

La resa dei conti (e il conto delle rese)

Il 20 febbraio prossimo è fissata l’udienza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che dovrà pronunciarsi sull’ulteriore obbligo di esecuzione della sentenza che lo scorso giugno aveva ordinato al Consiglio Nazionale dei Biologi di pronunciarsi sul ricorso elettorale, anche qui obbligo non rispettato con conseguente incarico ad altri legali e altre spese per l’Ordine. Inoltre sempre il 20 febbraio il TAR potrebbe entrare nel merito del ricorso per l’annullamento delle elezioni che hanno visto trionfare D’Anna.I ricorrenti potranno finalmente mettere in luce le tante incongruenze presenti negli atti dopo aver ottenuto l’accesso soltanto in seguito a tre sentenze. L’Ordine dei Biologi potrà finalmente fornire le sue spiegazioni nel merito, così come il commissario straordinario e il presidente del seggio potranno fare luce sulle incongruenze dello spoglio emerse prima e dopo la consegna degli atti. Rimane incomprensibile, ed evidentemente lo è stato anche per i giudici visto che hanno condannato a rifondere le spese l’Ordine, il ritardo con cui l’ente ha fornito un accesso agli atti che era necessario e sacrosanto in base non solo alle leggi ma soprattutto alle esigente di trasparenza a cui ogni ente di diritto pubblico – e a maggior ragione quelli vigilati dal ministero della Salute – deve per forza ottemperare.

sentenza tar

In ballo c’è anche una denuncia penale per diffamazione con imputazione coatta disposta dal Gip (nonostante la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero) per una serie di contenuti pubblicati sul sito che vedeva tra i suoi responsabili colui che è stato il presidente del seggio che ha visto D’Anna ottenere “una vittoria schiacciante”, “stracciando tutti”. La richiesta di risarcimento danni in sede civile vede chiamati in causa i responsabili del sito web Informabiologi ma anche i responsabili del sito dell’Ordine e l’editore della risorsa web, ovvero lo stesso Ordine rappresentato dal suo presidente: un giudice deciderà in entrambi i casi se c’è stata diffamazione e se qualcuno deve ristorare gli eventuali danni. Ma soprattutto c’è l’inchiesta penale per abuso e omissione d’atti d’ufficio e l’inchiesta aperta da Mario Palazzi su cui oggi pende richiesta d’archiviazione, nella quale potranno essere finalmente depositati gli atti delle votazioni raccontate in questo articolo, visto che la procura non li ha sequestrati. La stessa cosa, sembra incredibile, successe nel 2014 quando finirono indagati gli attuali ricorrenti. Penale, civile e amministrativo: è giusto che siano giudici ad avere l’ultima parola su questa piccola storia. Che però non è ancora definita e nemmeno dettagliata. Si cercherà di farlo nelle prossime puntate.

(1 – Continua)

EDIT: L’Ordine dei Biologi, nella persona del presidente D’Anna, ha replicato oggi all’articolo pubblicato. Aggiungiamo la replica di D’Anna all’articolo rimandando alla seconda puntata di questa inchiesta per la risposta nel merito:

Cari Colleghi,

spinti dall’ennesimo articolo diffamatorio edito su di un giornale online che svolge il ruolo di influenza in favore dei vaccini, sapientemente imbeccato con false narrazioni di eventi da chi ha interesse a denigrare il Presidente e tutto l’Ordine dei Biologi, siamo a precisare che tutte le allusioni su difformità relative alle procedure elettorali sono false. Parimenti fantasiose sono le notizie inerenti un prossimo pronunciamento del TAR (la data sarebbe quella del 20 febbraio) in ordine alla validità delle elezioni.

L’udienza in questione, già spostata alla data del 6 novembre 2019, non ha alcuna attinenza col procedimento elettorale, sul quale si deve esprimere in prima istanza il Consiglio Nazionale dell’ONB (così come già spiegato con la notizia pubblicata su sito dell’Ordine il 22 giugno 2018).

In riferimento alla correttezza delle procedure elettorali poste in essere dal Commissario Prof. Luigi Scotti (già Ministro di Giustizia, Presidente dell’Ufficio legislativo del Ministero di Giustizia, Presidente del Tribunale di Roma) autorevolissimo Magistrato, nulla finora è stato eccepito neanche durante i vari accessi agli atti da parte di ricorrenti. Quanto al resto, si tratta di studenti o di Biotecnologi che non intendono iscriversi all’ONB e cavalcano ogni critica per denigrare l’Ordine, così da dimostrare validi i propri convincimenti nei confronti di terzi. Va da sé che sono state adite le sedi giudiziarie per i non iscritti (i tempi della legge sono lunghi, ma prima o poi arrivano) e il Consiglio di Disciplina per gli iscritti, nessuno escluso.

L’onorabilità delle singole persone e dell’Ordine sarà tutelata in quanto principio costituzionalmente garantito alla stregua del corretto diritto di critica. L’Ordine resterà lontano dal fango nel quale taluni si crogiolano non avendo altra possibilità.

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