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Di Maio dice che "tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso" | VIDEO

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Lo dice in modo ironico, rispondendo a un proverbio recitato da Giovanni Floris, ma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si lascia andare a un’uscita che, se Putin lo ascoltasse, potrebbe compromettere ulteriormente i rapporti tra Italia e Russia. “Quando picchi il cane lasciati la porta della stalla aperta dietro, perché devi dargli l’opportunità di scappare. Qual è l’occasione che viene data a Putin?”, chiede il conduttore. “Guardi – risponde Di Maio – io sono animalista e penso che tra Putin e qualsiasi animale ci sia un abisso, e sicuramente quello atroce è lui”.

Di Maio dice che “tra Putin e qualsiasi animale c’è un abisso”

Parole criticate dal leader di Azione ed ex ministro dello Sviluppo economico nel governo Renzi Carlo Calenda: “Definire Putin peggio di un animale non è appropriato per un Ministro degli Esteri. È un’espressione scomposta e infantile. Il ruolo della diplomazia non cessa neanche durante una guerra. Aggiungo che dobbiamo evitare di fornire a Putin armi di propaganda interna”. Di Maio era già stato oggetto di attenzioni da parte del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, che lo aveva accusato di avere “una strana idea di diplomazia” dopo che aveva affermato che non si sarebbe seduto a un tavolo con esponenti del Cremlino prima di uno stop all’avanzata in Ucraina. Lavrov lo informò ironicamente che “la diplomazia è stata inventata solo per risolvere situazioni di conflitto e alleviare la tensione, e non per viaggi vuoti in giro per i Paesi ad assaggiare piatti esotici ai ricevimenti di gala”. Oggi a Mattino Cinque Di Maio ha lodato l’ambasciatore italiano a Kiev Pier Francesco Zazo, che si sta trasferendo ora in un’altra città dell’Ucraina, Leopoli, “dove ricostituiamo la nostra ambasciata e dove ripartiamo a gestire l’emergenza”.

“Il corpo diplomatico – ha aggiunto – sta dimostrando un grande coraggio. L’ambasciatore Zazo stanotte ha portato fuori dall’Ucraina circa 100 persone, 100 nostri connazionali, 20 minori, circa 10 neonati e lo ha fatto grazie al coraggio di essere rimasto a Kiev finché ha potuto. Zazo è stato uno degli ultimi ambasciatori a lasciare Kiev: negli ultimi giorni ha messo nella sua residenza centinaia di italiani e poi li ha portati al confine”. E sugli ucraini: “Sono l’ultima barriera per la sicurezza dei nostri Paesi, sostenere loro significa sostenere noi, non significa sostenere un Paese lontano, l’Ucraina è Europa, gli ucraini sono cittadini europei a tutti gli effetti, guardano al loro futuro guardando all’Europa”.