Economia

Derivati: la trappola da 160 miliardi nel debito pubblico italiano

Il governo prova con nove righe all’articolo 33 comma 1-bis a inserire nella Legge di Stabilità forme di garanzia bilaterali con le banche d’affari controparti nei derivati del Tesoro, che ammontano a 160 miliardi di euro. Andrea Greco su Repubblica spiega che la misura serve ad adeguare la gestione del debito ai nuovi orientamenti regolamentari, favorendo un più agevole collocamento dei titoli di Stato:

Fonti del Tesoro poi sottolineano come l’opzione sarà «facoltà e non obbligo», da applicare a nuove emissioni in dollari (che lo richiedono) e a contratti esistenti «da selezionare con moderazione» previo futuro decreto ministeriale. D’altro canto,però, i banchieri d’affari non si crucciano delle novità, le Pmi raggruppate in Unimpresa parlano di «finanze pubbliche consegnate agli avvoltoi della speculazione», qualificati osservatori temono che il potere negoziale del Tesoro si riduca, e ne segua un drenaggio miliardario di liquidità pubblica altrimenti non dovuta.

Repubblica pubblica anche due tabelle con il computo dei derivati stipulati dal Tesoro.

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