La macchina del funky

«Ma quali unioni civili?! Ma pensate che uno come me stia appresso ai fr**i?»

verdini zanetti

«Ma quali unioni civili?! Ma pensate che uno come me stia appresso ai froci? Sono bazzecole. La vera posta in gioco riguarda altro. Intanto il conflitto di interessi: se passa la legge come la stanno facendo alla Camera, in Parlamento non torna più del 20% di noi. E poi c’è da modificare l’Italicum, bisogna introdurre il premio di coalizione. È questo a cui bisogna pensare. Sulle unioni civili facciano quello che vogliono. Noi stiamo tentando di dare una sponda a Renzi per evitare che sia risucchiato dalla sinistra interna…»: parola di Denis Verdini secondo Augusto Minzolini, che sul Giornale ci racconta un gustoso (e chissà quanto credibile) retroscena sul sì di ALA alla legge sulle Unioni Civili.

«Ma quali unioni civili?!»

Un sì che sarebbe arrivato anche con la Stepchild Adoption, è bene precisarlo: perché è evidente che non si trattava di una questione ideologica, per ALA, bensì politica. I 18 voti su 19 dei verdiniani si sono sommati a quelli della maggioranza nell’approvazione del testo. Non sono stati determinanti perché oggi non serviva la maggioranza assoluta (161), in quanto i pentastellati, essendo usciti dall’aula, non risultavano votanti, abbassando quindi la soglia per il passaggio del maxiemendamento. “Era giusto che una legge fondamentale per la coscienza civile del Paese fosse approvata con la maggioranza assoluta dei senatori e ciò è avvenuto grazie al voto di fiducia al governo espresso da Ala” ha detto in una nota il senatore Denis Verdini, leader di Ala. Lo smentisce Claudio Martini, vicepresidente vicario del Gruppo Pd al Senato: “E’ di tutta evidenza che i voti di Ala non sono stati determinanti per l’approvazione della legge sulle unioni civili. Chi dice il contrario dovrebbe studiare con attenzione i numeri. Se anche i verdiniani avessero votato contro, il ddl sulle unioni civili sarebbe stato approvato con un margine abbondante”. Già, ma soltanto perché c’è chi è uscito dall’aula. 
denis verdini unioni civili
A parte il folklore e le risposte dei retroscena, Minzolini però racconta che la mossa di Renzi, a prescindere dalla questione della legge, serva a coprirsi dalle prossime bordate dell’Europa:

«Siamo entrati in una nuova fase – fa presente -: Renzi si sta blindando in Parlamento perché nonèpiùtolleratonéinEuropa, né da noi. Draghi esprime giudizi sempre più duri su di lui. Nelle parole di Visco, governatore di Bankitalia, si riflettono i giudizi negativi che vengono dalle istituzioni bancarie delle altre capitali europee. Il ragioniere dello Stato non crede più neppure alla spending review, perché i soldi che si tagliano per delle cazzate non vengono utilizzati per ridurre il debito, ma per altre cazzate. Personaggi come Bazoli che all’inizio avevano dato un’apertura di credito al giovanotto ora si lamentano, pensano che sia il peggio. E quelli che gli restano accanto in questo mondo, fanno parte della specie che ti segue fino a quando hai successo, ma ti molla subito nell’insuccesso»