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Come si farà la demolizione del Ponte Morandi a Genova

Ieri a Genova sono iniziate le operazioni per la demolizione degli edifici sottostanti il viadotto autostradale sul Polcevera coinvolti nel crollo del Ponte Morandi del 14 agosto. Ad essere abbattuti due edifici all’interno dell’area di proprietà dell’AMIU, la municipalizzata dei rifiuti, l’Ecolegno e la Fabbrica del riciclo. Per il sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione Marco Bucci «La demolizione ha un valore simbolico enorme, ma anche uno reale. È bello il valore simbolico, ma ricordiamo che si sta iniziando a demolire veramente, come nei piani». L’avvio dei lavori sotto al ponte segna dunque l’inizio della demolizione di ciò che resta del Ponte Morandi.

La demolizione del troncone di ponente del Morandi

La demolizione vera e propria inizierà quando l’area sarà messa in sicurezza. Bucci ha fatto sapere di aver già preparato la lettera da inviare ad Autostrade per l’Italia (la concessionaria del tratto dove è avvenuto il disastro che è costato la vita a 43 persone). Si tratta di una richiesta fondi per l’acquisto degli immobili da demolire e dei macchinari delle aziende nella zona rossa: «la cifra totale supera i 400 milioni di euro più Iva». Il costo totale del nuovo ponte, su progetto di Renzo Piano, è di 202 milioni di euro (“tutto compreso e nulla escluso, fisso e immutabile”, come indicato dal Decreto n. 19). La demolizione costerà 20 milioni di euro e altri 72 milioni di euro sono previsti per gli indennizzi agli sfollati. ASPI avrà 30 giorni per rispondere.

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Le operazioni di demolizione del tratto di ponente del Morandi

Una volta espletate le procedure preliminari si potrà procedere con l’abbattimento dei due tronconi del ponte, quello di ponente e quello di levante. Il Commissario per la ricostruzione ha pubblicato due video che illustrano come verrà svolta la procedura (in alto il video relativo alla sezione di ponente, sotto quella di levante). Il lavoro sarà svolto dalle cinque imprese (Fagioli Spa, Fratelli Omini Spa, Vernazza Autogru Srl, Ipe Progetti Srl. e Ireos Spa) che sono risultate vincitrici dell’indagine di mercato.

La messa in sicurezza della sezione di levante del Morandi

Come annunciato dal sindaco i lavori inizieranno dalla parte Ovest che è già stata dissequestrata dalla Procura e che potrà essere smantellata pezzo per pezzo senza l’utilizzo di cariche esplosive. Si tratta di un’operazione complessa dal punto di vista ingegneristico che prevede che le sezioni del viadotto siano calate al suolo per mezzo di torri mobili, cavi d’acciaio e strand jack: imponenti martinetti in grado di sollevare tonnellate di peso.

Diverso è il caso che riguarda l’abbattimento della sezione Est del Morandi. Per questo troncone la demolizione non inizierà subito perché l’area è ancora posto sotto sequestro. Le modalità operative verranno discusse davanti al Gip nell’udienza prevista per l’8 febbraio 2019.

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La messa in sicurezza della sezione di levante del Ponte Morandi

Nel troncone di levante infatti è previsto l’utilizzo di microcariche esplosive che però saranno utilizzate solo nella fase finale dei lavori. Prima sarà necessario liberare l’area sottostante abbattendo i palazzi e gli edifici che si trovano al di sotto della pila 10. Un’operazione complicata dal fatto che prima di procedere con la demolizione dei palazzi bisognerà procedere con le operazioni di bonifica per verificare la presenza di amianto ed eventualmente rimuoverlo in sicurezza.

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