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«La democrazia greca non può essere minacciata»

«La democrazia greca non può essere minacciata»: parole e musica di Alexis Tsipras, che ha parlato all’emittente televisiva ellenica Vouli tv dopo il fallimento dell’Eurogruppo di ieri e il giallo sull’accordo di Moscovici poi ritirato dall’UE. «La Grecia non ha fretta e dunque non accetterà compromessi», aggiunge in una dichiarazione riportata da Bloomberg. «La Grecia non firmerà un’estensione del programma di aiuti nemmeno con una pistola puntata alla tempia», ha detto invece il portavoce del governo ellenico Gavriil Sakellaridis alla Tv greca, aggiungendo che «anche l’altra parte sente la pressione ed è in ansia per ciò che potrebbe accadere, siamo certi di questo».
 
«LA DEMOCRAZIA GRECA NON PUÒ ESSERE MINACCIATA»
Intanto, mentre i tempi per un accordo si fanno sempre più stretti, in un rapporto gli analisti di Societé Generale ribadiscono che un Grexit farebbe perdere tutti e tratteggiano i punti principali di un nuovo programma. Atene, dopo la scadenza del memorandum a febbraio, avra’ solo poche settimane di autonomia finanziaria e quindi o avra’ aiuti esterni o farà default. Alla Grecia servono infatti almeno 6,5 miliardi di finanziamenti nei prossimi 4 mesi che diventano 10 miliardi a 6 mesi e salgano a 60-80 miliardi su tre anni. Secondo SocGen, l’ipotetico nuovo programma diventerà un programma interamente europeo, con l’archiviazione – inizialmente solo semantica – della Troika e la progressiva uscita di scena dell’Fmi e della Bce (rimborsata tramite un prestito Esm) e conterrà senza dubbio delle condizioni. Un compromesso potrebbe essere trovato sul surplus primario tra l’1-1,5% del Pil su cui punta il Governo e l’attuale obiettivo del 4,5%, ma resteranno decisive le riforme strutturali che Atene si impegnera’ a fare, soprattutto per rilanciare la competitivita’. Sul debito, “solo un haircut lo renderebbe sostenibile” ma e’ stato escluso finora. Lo scenario piu’ probabile e’ quella di un’ulteriore proroga delle scadenze, ma anche in questo scenario il debito resterebbe molto elevato, situandosi attorno al 125% nel 2022.


SCHAEUBLE, ATENE E L’EURO
E ne frattempo il ministro delle finanze tedesche Wolfgang Schaeuble ha chiesto al governo greco di impegnarsi “chiaramente a completare il programma di aiuti”, il solo modo per dare senso alla sua “estensione”. Lo ha affermato nell’incontro con i giornalisti. Schaeuble ha aggiunto che il ministro greco Varoufakis “non ha avuto molto successo nel convincere i ministri delle finanze della zona euro, non abbiamo capito se lui e il governo greco stiano prendendo le migliori decisioni per i greci”.