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Defend Europe: la brutta fine che ha fatto la nave anti-ONG

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Defend Europe è nei guai. C-Star, ovvero la nave anti-ONG che doveva bloccare i migranti che arrivano in Europa su impulso di Generazione Identitaria nei giorni scorsi è stata bloccata a Suez. Poi, quando è arrivata a Cipro il comandante e il proprietario della nave sono stati arrestati perché alcuni membri dell’equipaggio, di origine tamil, hanno dichiarato di aver pagato migliaia di dollari per essere portati in Europa e hanno avanzato richiesta di asilo.

Defend Europe: la brutta fine che ha fatto la nave anti-ONG

Il comandante e il proprietario della nave sono quindi adesso sotto indagine per traffico di esseri umani. Ma non può certo sfuggire l’ironia della sorte: la nave anti-migranti “illegali” stava trasportando migranti illegali. L’imbarcazione inoltre dovrebbe essere in rotta per Catania, dove quelli di Generazione Identitaria la aspettano da una decina di giorni. Eppure Cipro è dalla parte opposta del Mediterraneo. Forse la tappa nella parte turca di Cipro è stata voluta proprio per sbarcare l’equipaggio senza dare nell’occhio. La versione di Generazione Identitaria e Defend Europe, pubblicata sulle sue pagine Facebook in italiano e in inglese, è però differente:
defend europe c-star

A bordo, secondo la compagnia, vi erano 20 apprendisti marinai. I suddetti hanno pagato per fare miglia su quella nave al fine di conseguire il loro diploma. Una banale pratica del tutto legale.
Questi marinai dovevano inizialmente sbarcare in Egitto, ma non è stato possibile. Dunque hanno approfittato del fatto che la nave passasse a Cipro per lasciare la barca definitivamente e tornare a casa. Da cosa ci è stato riferito dall’aeroporto, gli apprendisti stavano per tornare nel proprio paese d’origine quando delle ONG gli hanno offerto di restare in Europa e di richiedere asilo a Cipro facendo loro promesse e donandogli soldi.

defend europe c-star 1

Quindici apprendisti hanno rifiutato, tornandosene a casa, mentre altri cinque si sono fatti corrompere ed ora stanno costruendo false accuse contro il proprietario della nave. Queste pratiche scandalose confermano che le ONG sono pronte a qualsiasi cosa al fine di non permetterci di far luce sulla situazione nel Mediterraneo. Purtroppo queste manovre ritarderanno ulteriormente la partenza e l’arrivo della C-Star da Cipro, ma non ci tratterranno mai dal recarci nei pressi della costa Libica al fine di svolgere la nostra missione.

A riferire della notizia del nuovo blocco della nave “in missione per conto dell’identità europea” è il sito Hope Not Hate che riprende una notizia data dal giornale turco-cipriota Kibris Postasi (Cyprus Post). A quanto pare l’equipaggio della C-Star che secondo Generazione Identitaria è costituito da marinai che stanno facendo un corso di formazione, è composto da cittadini dello Sri Lanka di origine Tamil. Al contrario di quello che riferiscono le due organizzazioni identitarie il Telegraph riporta che il comandante e il vice-comandante della C-Star sono stati arrestati con l’accusa di aver falsificato alcuni documenti.

La nave anti-ONG dell’estrema destra

Quelli di Generazione Identitaria avevano però dichiarato che l’equipaggio della C-Star sarebbe stato composto da professionisti. «Al timone un ufficiale della Marina in congedo, Gianmarco Concas, autore di Ri-Generazione Identitaria,un libro-manifesto. Con lui un ufficiale austriaco, due agenti di sicurezza, un equipaggio professionista e gli attivisti di GI», scriveva all’epoca il Fatto. La nave inoltre, lungi dall’essere trasparente ed “europea” batte bandiera del Gibuti.
defend europe generazione identitaria c-star
Non è la prima volta che la C-Star viene bloccata dalle autorità marittime. La settimana scorsa la nave era stata fermata all’ingresso del Canale di Suez, sempre per alcune irregolarità nei documenti di viaggio. Al momento la nave risulta ancora ferma al porto di Famagosta, nel Nord di Cipro. Secondo Generazione Identitaria si tratta di un complotto per screditare la loro missione di soccorso identitario. Fake News messe in circolazione dalle ONG, le stesse che da mesi subiscono la macchina del fango di organizzazioni come Defend Europe e che le accusano – senza prove – di essere in combutta con gli scafisti. Per il momento l’unica cosa certa è che in quasi venti giorni di navigazione la nave non è ancora riuscita ad iniziare la sua missione. E che i 140 mila euro raccolti sono serviti al momento solo a portare cinque richiedenti asilo alle porte dell’Europa. Un grande successo, si tratta di appena 28 mila euro a rifugiato.