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Un tampone per due (dosi): cosa cambia con il decreto Natale dalle mascherine alle restrizioni

Oggi il Consiglio dei Ministri in cui si decideranno le nuove norme che saranno applicate almeno fino al termine delle festività

obbligo vaccinale over 50 quarantena e super green pass, tampone due dosi Proroga stato di emergenza 31 marzo

L’antivigilia di Natale combacia con un nuovo Consiglio dei Ministri in cui si discuterà (e si deciderà) delle nuove misure per contenere la nuova ondata di questa pandemia. Oggi, a Palazzo Chigi, è previsto un clima torrido nonostante il freddo che da giorni attanaglia la capitale e tutta l’Italia. Perché le possibilità sono moltissime e non tutti i partiti (come al solito) sono d’accordo tra di loro. Si parla, per esempio, dell’estensione del Super Green Pass al mondo del lavoro (e non solo alle categoria in cui già vige l’obbligo vaccinale), ma anche dell’ipotesi di un tampone obbligatorio per chi ha ricevuto solo due dosi di vaccino per poter accedere a stadi, concerti e discoteche.

Tampone due dosi, le mosse del governo sui test obbligatori

Il tema principale, dunque, è quello di un’ulteriore stretta sulla certificazione verde rafforzata che sarà concessa solamente a tutti quei cittadini che hanno già ricevuto il terzo richiamo (la dose booster). Per loro, secondo le indicazioni che dovranno essere confermate in Consiglio dei Ministri, non vi sarà alcuna limitazione. Ed è qui che entra a gamba tesa la questione del tampone due dosi, perché anche i vaccinati (quelli che hanno completato la prima parte del ciclo di immunizzazione o hanno ricevuto solo la prima inoculazione) dovranno sottoporsi ai test (antigenici o molecolari) per poter partecipare a quelli che sono stati definiti “grandi eventi”: negli stadi, nei teatri e nelle discoteche.

Una mossa che non sarebbe molto distante da quanto trapelato nei giorni scorsi, ma che – inevitabilmente – andrebbe a modificare lo status quo della gestione della pandemia e del comportamento dei cittadini. Perché, come riporta La Stampa, il tutto è legato a doppio filo alla situazione epidemiologica in atto e al rischio che le festività possano rendere il tutto ancor più pesante in termini di contagi, decessi e ricoveri.

Speranza li avrebbe estesi anche a cinema, teatri e ristoranti, ma alla fine, come ha fatto capire anche il premier, saranno obbligatori solo per per chi non ha fatto la terza dose, pur essendo trascorso l’intervallo di tempo minimo dalla seconda per poterla somministrare. E comunque l’obbligo varrebbe soltanto per concertoni, veglioni e discoteche.

A questa decisione sul tampone due dosi sono legati anche due aspetti. Il primo, come spiegano Corriere della Sera e Repubblica, è legato alla durata del Super Green Pass (quello destinato ai vaccinati e ai guariti) che potrebbe scendere dagli attuali nove mesi ai sei mesi (ma si vocifera anche cinque). Una strategia legata alla ormai certificata durata dall’immunizzazione dei vaccini attualmente utilizzati e utilizzabili. Il secondo, a cascata, riguarda le tempistiche dei richiami: si è passati dai 6 mesi dalla seconda inoculazione ai 5. E ora, secondo Il Messaggero, si potrebbe scendere anche a 4 se non addirittura a 3.

Le altre misure al vaglio

Tampone due dosi, Super Green Pass, richiami. E non solo. Perché in Consiglio dei Ministri si valuterà anche l’introduzione di diverse novità. La prima potrebbe riguardare (ma qui ci sarà uno scontro tra i partiti di maggioranza) l’estensione della certificazione verde all’intero mondo del lavoro. Nella conferenza stampa di mercoledì, infatti, lo stesso Mario Draghi ha parlato di una possibile estensione delle limitazioni ad altre categorie lavorative, oltre a quelle per cui già vige l’obbligo vaccinale (pena sospensione senza stipendio): personale medico-sanitario (per cui è vincolante anche la somministrazione della dose booster), personale scolastico e forze dell’ordine. Un destino comune che potrebbe riguardare tutti i lavoratori attivi in Italia.

E se è certa la reintroduzione – come è stato già fatto a livello locale, tramite ordinanze comunali o regionali, in molte zone del Paese – della mascherina obbligatoria anche all’aperto, è altamente probabile che si deciderà per un obbligo di dispositivo di protezione FFP2 per viaggiare a bordo dei mezzi pubblici, treni, aerei ma anche all’interno dei luoghi al chiuso. Ancora non è chiaro, al momento, se si tratterà solamente di un’indicazione “fortemente consigliata”.

Capitolo feste

Ultime, ma non a livello temporale, ci sono le festività natalizie. Non ci sarà un vincolo vero e proprio sulle persone che potranno festeggiare sotto lo stesso tetto, ma il governo potrebbe dare un’indicazione di massima in questo senso, sempre utilizzando la formula del “fortemente consigliato”. Un suggerimento che potrebbe valere solamente nelle Regioni in Zona Gialla, ma che potrebbe essere esteso anche a quelle in Zona Bianca.

(Foto IPP/Fabio Cimaglia)