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Tampone obbligatorio anche per i vaccinati? Quando e dove potrebbe essere necessario

Le nuove misure saranno varate dal Consiglio dei Ministri del 23 dicembre

Tampone obbligatorio vaccinati

La variante Omicron, la durata dell’immunizzazione da vaccino e la convivialità del periodo festivo. Sono questi i tre principi che stanno spingendo l’esecutivo verso un nuovo cambio in corsa delle linee guida in tempo di pandemia. Perché a breve – è prevista una cabina di regia nei prossimi giorni, prima del Consiglio dei Ministri che approverà queste nuove regole – si potrebbe decidere di modificare lo status quo. E non solo per quel che riguarda la durata del Green Pass, ma anche per quel che concerne un nuovo tampone obbligatorio anche per i vaccinati. Ma non per tutte le “attività”.

Tampone obbligatorio per i vaccinati, le mosse del governo

L’obiettivo è sempre lo stesso, quello che ha spinto Mario Draghi – la scorsa settimana – a tentare il gioco d’anticipo per mantenere quel vantaggio rispetto agli altri Paesi (anche dell’Unione Europea) ripristinando i test anti-Covid all’ingresso in Italia. Una mossa che aveva provocato alcune reazioni da parte di alcuni Stati membri che, però, poi hanno visto un notevole rialzo della curva epidemiologica. E ora l’Italia prova a stringersi ancor di più per non chiudere.

Come riporta il quotidiano La Repubblica, il tema del tampone obbligatorio anche per i vaccinati dovrebbe limitarsi ai “grandi eventi” e alle feste. In quest’ultimo caso si tratterebbe, visto il periodo festivo al quale ci stiamo per approcciare, di una misura per tentare di scongiurare l’effetto contagi in famiglia. Perché si dovrebbe poter accedere a discoteche (ma anche a Cinema, Teatri e altri eventi, anche in piazza) solamente presentando l’esito negativo di un tampone (anche rapido) ottenendo quel Green Pass della durata di 48 ore. Insomma, quel che fino a poco tempo fa veniva utilizzato per concedere la certificazione verde anche a chi non si era vaccinato.

Secondo Il Corriere della Sera, infatti, questa misura potrebbe entrare in vigore fin dalla vigilia di Natale e andrebbe a toccare solamente alcuni aspetti della quotidianità dei cittadini.

Ecco perché il test aggiuntivo per chi ha già il green pass rafforzato alla fine potrebbe essere obbligatorio soltanto dove si creano assembramenti e dove è impossibile mantenere il distanziamento, come le discoteche e le feste. Prevedendo comunque un «filtro» all’ingresso dei centri commerciali.

A tutto ciò si aggiungono anche altri discorsi: dal vaccino obbligatorio per altre categorie di lavoratori (oltre al personale sanitario, scolastico e delle forze armate) a stretto contatto con il pubblico alla reintroduzione della mascherina anche all’aperto. Fino ad arrivare alla durata del Green Pass che dovrebbe passare dai nove mesi attuali ai 6/5 mesi (che combaciano con l’effettiva durata della massima protezione dei vaccini).

Gratis o a pagamento?

Ma quella dei tamponi è la misura, ovviamente ancora in divenire, più discussa. Nel corso del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre si deciderà quali ulteriori paletti mettere per tentare di frenare l’ascesa dei contagi. Ma in questo ore l’opinione pubblica si è divisa. Alcuni esperti virologi o immunologi hanno sottolineato come l’eventuale introduzione del tampone obbligatorio anche per i vaccinati sarebbe un messaggio sbagliato che andrebbe a minare la percezione della sicurezza e dell’efficacia dei vaccini. Oltre a tutto ciò, però, subentra anche un punto di vista economico. In tanti si dicono pronti al tampone obbligatorio seppur immunizzati, ma si chiede anche che il costo (15 euro per gli adulti, secondo il prezzo forfettario stabilito dal governo a settembre) non gravi sui singoli cittadini che hanno partecipato alla campagna di immunizzazione.

(foto IPP/Paolo Lazzeroni)