Economia

Decontribuzione, come sarà il taglio del cuneo fiscale

Il governo punta a comprimere il costo del lavoro nella prossima legge di bilancio, con un bonus però dimezzato rispetto a quello del 2015; con un risparmio per l’azienda di 2600 euro l’anno invece di 7200 come due anni fa. La proposta dell’esecutivo prevede un dimezzamento dei contributi pensionistici alle imprese che assumono a tempo indeterminato under 29 per tre anni con tetto a 3250 euro. Dal quarto anno ci sarà una limatura strutturale di tre punti che potrebbe portare i giovani di oggi a essere i lavoratori che costano meno. Con una clausola anti-licenziamento: non sarà possibile licenziare un dipendente per assumere un giovane con gli incentivi.

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Le due ipotesi di decontribuzione (La Repubblica, 27 agosto 2017)

Il punto, però, è che l’apprendistato – come mostrano le simulazioni della Uil, Politiche Economiche e Territoriali, pubblicate oggi da Repubblica – continuerà ad essere sempre più conveniente del contratto stabile, se la decontribuzione sarà al 50%. Per questo ci sono ancora perplessità sullo strumento:

Ebbene nel 2015 i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato che hanno usufruito dello sgravio sono stati quasi 300 mila per i giovani con meno di 29 anni. Il 27% appena di tutti i contratti chiusi grazie al bonus. Detto in altri termini, il 70% dei contratti “leggeri” è andato ad over 30: in particolare 264 mila ad over 40, 185 mila addirittura ad over 50. Nel
2016 le cose sono andate ancora peggio.
Perché lo sconto, come detto, si è dimezzato (da 8.060 euro a 3.250 euro). E perché forse le imprese avevano già fatto il pieno l’anno prima. E dunque i contratti con la decontribuzione per gli under 29 sono scesi a 129 mila, meno della metà del 2015. Ma soprattutto questa fascia d’età, che ora si vuole aiutare con una misura dal peso analogo, ne ha “presi” solo il 31%. Meno di un terzo. Il resto ai giovani-adulti. E agli adulti.

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Il taglio del cuneo (La Repubblica, 27 agosto 2017)

Perché dunque dovrebbe funzionare ora? L’ottimismo di governo e Confindustria si lega a una scommessa sulla ripresa solida del Paese, nonostante le avvisaglie del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che parla invece di crescita «non strutturale». Ma anche forse all’intuizione che uno sconto questa volta tutto mirato sui giovani e non per tutti, come sta capitando all’altro in vigore quest’anno per il Sud, possa andare meglio.