Economia

Il debito pubblico da Prodi a Renzi

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Il Fatto pubblica oggi questa infografica elaborata da Bloomberg nella quale si mostra l’andamento del debito pubblico negli ultimi dieci anni, quando alla presidenza del Consiglio si sono alternati Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. In particolare, con Renzi a Palazzo Chigi, l’onere del debito pubblico per ogni italiano è aumentato di 2617 euro: quando si è insediato era a quota 2110 miliardi, a novembre era di 2230 miliardi:

Durante il governo del fiorentino, quindi, il debito pubblico è aumentato di 2.617 euro a persona, nonostante “la sua promessa –spiega Bloomberg –di tagliarlo per ‘il bene delle generazioni future’”. La crescita nel triennio del livello pro capite è stata quindi del 7,6%. Un dato,nota l’agenzia, che posiziona lo statistadi Rignano al primo posto. Neanche il governo di Silvio Berlusconi, con i suoi 42 mesi, ha saputo fare di meglio visto che in quel caso la crescita è stata del 7%. L’andamento del debito pro capite è aumentato dello 0,9%, invece, nel breve governo guidato dal predecessore di Renzi, Enrico Letta (aprire 2013 – febbraio 2014).
Poi è salito del 5,5“per cento”durante ilgoverno del “tecnico” Mario Monti la cui stangata fiscale ha aiutato i successori almeno in numeri assoluti (il rapporto debito/Pil è invcece andato sempre peggio, anche perché il secondo è crollato). Solo con Prodi il debito pro capite è sceso. Pier Carlo Padoan, che come tutti gli economisti con un cursus honorum nelle istituzioni europee è particolarmente sensibile al tema debito pubblico, nell’ultima legge di Bilancio ha stimato che quest’anno inizierà finalmente a calare in rapporto al Pil. L’Ue, però, la pensa diversamente.

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Il debito pubblico da Prodi a Renzi (Il Fatto, 18 gennaio 2017)