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De Zerbi e l’inferno della guerra in Ucraina: “Quando sentivo le bombe scappavo nel bunker”

L’allenatore dello Shakhtar Donetsk e i suoi 8 collaboratori, suoi connazionali, è riuscito a rientrare in Italia

De Zerbi

Un lungo viaggio dopo la paura per quelle continue esplosioni, simbolo della guerra in Ucraina. Roberto De Zerbi e il suo staff (otto persone) sono riusciti a rientrare nel pomeriggio del 28 febbraio in Italia, dopo aver visto con i suoi occhi prima l’invasione russa e poi il conflitto bellico a suon di missili lanciati su obiettivi militari e civili. Il terrore è ancora vivo nella sua mente e l’allenatore dello Shakhtar Donetsk lo ha raccontato poco dopo il suo ritorno nel nostro Paese.

De Zerbi torna in Italia e racconta l’inferno della guerra in Ucraina

Ai microfoni di Sky, poco dopo il suo atterraggio, il tecnico (ex Sassuolo) ha spiegato come quell’invasione e quella guerra sia stata del tutto improvvisa. Ovviamente, a livello geopolitico le tensioni andavano avanti da anni sulla e nella Regione del Donbass, proprio dove si trova Donetsk (e, per questo, la sua squadra giocava a Kyiv). Ma l’escalation è stata rapida:

“Abbiamo fatto un lungo viaggio, prima 9 ore di treno poi con pullman diversi fino a Budapest. Onestamente la paura era di far soffrire le persone che erano a casa in Italia perché io la paura ce l’avevo ma non mi era mai venuto il dubbio di non tornare. In Ucraina nessuno si aspettava un attacco di questo tipo. Il campionato di calcio non è stato mai sospeso e non c’è stata l’eventualità di poterlo sospendere. Dispiace per quel popolo che in questi giorni sta dando lezioni di cosa vuol dire l’orgoglio, la dignità e il senso di appartenenza a tutto l’Occidente”.

Poi, intervistato da Radio105, l’allenatore ha raccontato quelle tragiche giornate di conflitto. Per quella guerra vista con i propri occhi e vissuta sulla sua pelle:

“Le giornate erano di 24 ore, ma passavano molto molto lentamente anche perché non dormivi, la notte si sentiva di tutto. Io dormivo in camera per avere la possibilità di capire cosa succedeva fuori dall’hotel e solo quando sentivo delle esplosioni andavo nel bunker”.

Perché i primi giorni di questa guerra sono stati terribili. Il popolo ucraino assediato dai missili lanciati e dai bombardamenti continui, come quelli avvenuti questa notte a Kharkiv. E oggi Roberto De Zerbi ha la “fortuna” di poter raccontare la sua esperienza, mentre su Kyiv e sulle altre città continuano a piovere missili.

(Foto IPP/Anatolii Stepanov/SOPA Images via ZUMA Press Wire)