Economia

Quando De Benedetti dava del «caz…» a Matteo Renzi

carlo de benedetti caracciolo scalfari

Il Fatto Quotidiano racconta oggi i dettagli del verbale dell’interrogatorio di Carlo De Benedetti in relazione alla vicenda del trading sulle banche popolari effettuato dall’ingegnere. De Benedetti, racconta il giornale, si vanta di poter dare del “cazzone” a Renzi:

DE BENEDETTI, secondo quanto pubblicato dal quotidiano La Verità, si definisce “l’ultimo grande vecchio che è rimasto in Italia”, che poteva permettersi di dare del “cazzone” a Matteo Renzi, con il quale “parliamo delle cose più varie, che so del comportamento di un ministro”. E che a Repubblica discute di economia non con Ezio Mauro all’epoca il direttore del giornale, cui “delle cose economiche e finanziarie non gliene fotte nulla ”ma “con Fubini o con qualcuno della parte economica” (Federico Fubini era la firma principale sulle questioni di economia e finanza, oggi è vice direttore del Corriere della Sera).
De Benedetti racconta che con Renzi c’era un rapporto di grande confidenza,al punto da avere “il diritto di dirgli che era un cazzone quando – chiedo scusa alle signore–mi sembrava fosse il caso. Per esempio adesso sull’attacco alla Merkel non sono minimamente d’accordo. Lui lo fa lo stesso, eh! Ma proprio perché io sono semplicemente un signore, un vecchio signore che ha la facoltà, il privilegio di essere ascoltato e la facoltà di dire quello che vuole”.

matteo renzi carlo de benedetti

DA QUELLA CONFIDENZA nascono retroscena che l’editore rivela al suo direttore: “Per il giornale della parte, chiamiamola Renzi (…), se intuisco che Nannicini è in crescita e Rosa è in decrescita nell’opinione di Renzi dico a Ezio: ‘Guarda che quello lì è caduto un po’in disgrazia’ ”. Ilverbale è del febbraio 2016. Nel novembre 2014, poche settimane prima della speculazione sulle banche Popolari, De Benedetti definiva Renzi “un fuoriclasse”. Non è dato sapere quando ha iniziato a considerarlo “un cazzone”.

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