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Dalle date all’esenzione: tutto quello che non torna sul caso Djokovic

Dagli errori nei documenti inviati ai tennisti alle date per richiedere l’esenzione: come è esploso il caso Djokovic?

Novak Djokovic

Tantissime sono le carte sul tavolo del giudice di Melbourne Anthony Kelly, che nelle prossime ore esaminerà il caso Djokovic e decreterà valida o nulla la decisione di negargli il visto per entrare in Australia e giocare gli Open di tennis. Oggi il numero uno al mondo si è trovato nella bufera perché – come segnalato dai suoi legali nelle memorie difensive messe agli atti – sarebbe risultato positivo al Covid il 16 dicembre, ma diverse prove lo ritraggono mentre partecipa ad un evento in pubblico al chiuso il giorno dopo insieme ad alcuni giovani atleti di Belgrado. La stampa australiana ha rivelato un retroscena sul come Djokovic abbia ottenuto l’esenzione per sbarcare in Australia nonostante non sia vaccinato: il 10 novembre infatti, Craig Tiley, presidente di Tennis Australia (che organizza gli Australian Open), ha inviato una lettera all’Australian Technical Advisory Group on Immunization (ATAGI), l’organo australiano che si occupa di vaccinazione e immunizzazione.

Dalle date all’esenzione: tutto quello che non torna sul caso Djokovic

La richiesta era che i giocatori con una recente infezione da Covid o una singola dose di vaccino potessero ricevere una deroga alla regola che prevede che per entrare in Australia bisogna essere completamente vaccinati, per non compromettere la spettacolarità dell’evento. Djokovic non viene menzionato, ma è chiaro che il riferimento nel documento a cui hanno avuto accesso i tabloid The Age e The Sydney Morning Herald, fosse lui. Richiesta, quella di Tiley, alla quale il ministro della salute Greg Hunt e un funzionario del dipartimento della salute hanno risposto “no”. “Le persone che hanno precedentemente avuto COVID-19 e non hanno ricevuto una dose di vaccino – si legge nella comunicazione ufficiale – non sono considerate completamente vaccinate”.

Ciononostante, però, il 7 dicembre Tennis Australia ha inviato agli atleti (e quindi anche a Djokovic) un foglio informativo, in cui si evidenziava che uno dei motivi per accedere al torneo da non vaccinati fosse ottenere un’esenzione medica in caso di infezione documentata negli ultimi sei mesi.

Djokovic in ritardo per chiedere l’esenzione per giocare gli Australian Open

Una informazione errata, sulla base della quale Djokovic poteva viaggiare stando a quanto riportato da Tennis Australia, ma non per quanto riguarda la posizione delle autorità sanitarie australiane. Tiley si è giustificato in questo modo: “L’informazione che i giocatori potevano entrare nel paese con un’esenzione medica è stata presa dal sito web di Smart Traveller a cui Greg Hunt (ministro della Salute, ndr) ci ha detto di fare riferimento direttamente”. Dato che attualmente non è presente sul sito in questione. Il governo australiano, tuttavia, ha chiarito che questa disposizione è valida solo per i residenti australiani, non per i cittadini stranieri che desiderano entrare nel Paese. Ma c’è un problema di date: il documento inviato ai giocatori includeva un link per inviare le domande entro il 10 dicembre. La positività di Djokovic è emersa il 16: come ha fatto ad ottenere lo stesso l’esenzione?