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Cos’è il Daspo Urbano

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala valuta un daspo urbano per i nomadi «stagionali» che da marzo a novembre occupano con camper e roulotte le strade di periferia. A Milano ci sono 3mila nomadi, la grande maggioranza dei quali vive in campi regolari, autorizzati dal Comune. Il daspo, applicato finora soprattutto nei confronti di parcheggiatori irregolari e accattoni molesti, potrebbe scattare quindi contro i nomadi che occupano abusivamente gli spazi urbani, contro le carovane degli «stagionali», sinti e camminanti soprattutto, che arrivano in città in primavera e se ne vanno con i loro camper e le loro roulotte in autunno.

Il «daspo urbano» si chiama così perché si ispira al «daspo», acronimo di «divieto di accedere alle manifestazioni sportive», misura adottata nel 1989 contro la violenza negli stadi. È stato introdotto nel 2017 dall’allora ministro degli Interni Marco Minniti. La misura — disposta da sindaci e prefetti — prevede il divieto di accesso «per chi limita l’accessibilità» — vandali, spacciatori,prostitute— di strade, stazioni e aeroporti. Il ministro Salvini, nel decreto Sicurezza, ne ha esteso l’applicazione a ospedali, mercati e luoghi per lo spettacolo. Ora riguarda pure sospetti terroristi, e la misura sembra alquanto curiosa nei loro confronti, visto che un terrorista, in quanto tale, non ha molto interesse riguardo l’obiettivo da colpire e cacciarlo da una città potrebbe farlo diventare un pericolo per un’altra. Il terrorista andrebbe fermato e arrestato, non certo daspato.

daspo urbano
Cos’è e come funziona il Daspo Urbano (Corriere della Sera, 9 giugno 2019)

Il daspo più restrittivo è stato applicato già in diversi Comuni: da Palermo (un italiano violento) a Livorno (stranieri ubriachi). A Milano è stato applicato circa 50 volte dal 2018 a parcheggiatori abusivi e questuanti molesti. A Sesto San Giovanni, nel 2018, è stato applicato a due rom.

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